Oltre diecimila metri quadri aperti al pubblico, almeno 1500 opere esposte, una aspettativa di tremila visitatori al giorno. Incredibile ma vero, verrebbe da dire, dopo 50 anni di attese, rinvii, polemiche, accordi ministeriali, arriva a un approdo la storia infinita della Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini. Approdo inaspettato a dispetto degli annunci degli ultimi anni, tanto che il ministro Rutelli convoca una conferenza stampa a sorpresa. Questa volta ci siamo, assicura insieme con il sottosegretario alla difesa Verzaschi. Atteso dal '49, il trasloco del circolo ufficiali nell'attigua palazzina Savorgnan di Brazzà ha una data: si farà tra il 15 ottobre e il 15 dicembre. «Un sogno che si realizza», dice Rutelli. A renderlo possibile, svelano ministro e sottosegretario (il ministro della Difesa Arturo Parisi è assente giustificato in Libano con il premier Prodi) un accordo firmato in tutta segretezza e «con soddisfazione reciproca» tra i due ministri lo scorso 4 agosto. Oltre due mesi prima dell'annuncio, dunque, posticipato ad oggi per avere la certezza che gli ufficiali fossero veramente pronti a mettere le loro cose negli scatoloni e sistemarsi nella palazzina marrone progettata nel 1936 da Giovannoni e Piacentini. Restaurata dal ministero con il contributo di progettisti di fiducia degli ufficiali in modo che tutto fosse di loro gradimento, la nuova sede del circolo è praticamente pronta, anche se gli operai sono ancora al lavoro per gli ultimi ritocchi. «Ma tempo una settimana sarà tutto a posto» assicura a Rutelli la direttrice dei lavori, funzionerà anche il bar. Insomma è fatta. Gli ufficiali lasciano e i responsabili del museo possono finalmente entrare in quei 2.900 metri quadrati al piano terra e al primo piano che dovranno essere restaurati, come le facciate e diversi altri ambienti del prestigioso palazzo, per permettere che l'apertura della nuova Galleria nazionale d'arte antica, nazionale non solo nel nome con l'arrivo della Collezione custodita da anni a Palazzo Corsini e con il recupero di gran parte dei tesori che oggi sono custoditi nei magazzini, l'ex biblioteca all'ultimo piano del palazzo. Ci vorrà ancora un po' di tempo, spiega Rutelli, ma le prime sale rinnovate, quattro al primo piano accanto al grande salone affrescato da Piero da Cortona, saranno aperte già da Natale. Ospiteranno dipinti del '500 e '600, anticipano le due direttrici del museo Angela Negro e Anna Lobianco, come le altre quattro sale che saranno aperte subito dopo, tra gennaio e febbraio del 2007. Ristrutturazioni e riaperture procederanno così, gradualmente, fino ad arrivare all' inaugurazione, fissata nel 2009. Parecchio è stato già fatto a partire dal 2004, ma molto resta da fare, non solo nei 2.900 metri quadrati lasciati liberi dagli ufficiali. Bisogna ristrutturare le facciate del palazzo (si comincia da quella nord, che affaccia su Piazza Barberini) oltre a diversi interni, preparare sale su sale. Lavori che costano, e che saranno finanziati, spiega ancora Rutelli, con 12 milioni di euro ricavati in un triennio dai fondi del lotto e di Roma Capitale. Uno sforzo indispensabile per avere finalmente a Roma la più importante galleria d'arte antica d'Italia, la più ricca di Caravaggio e caravaggeschi, oltre che di centinaia di altri capolavori. Una volta a regime, il museo sarà organizzato in sezioni cronologico tematiche. Nel circuito aperto alle visite, anticipano il ministro e il sovrintendente al polo museale Claudio Strinati, ci saranno anche i 700 metri quadrati lasciati alla Difesa per l'alta rappresentanza e lo splendido appartamento rococò fatto allestire nel '700 da Costanza Cornelia Barberini. Quanto al grande salone di Pietro da Cortona, oggi appesantito dalle strutture mobili necessarie per l'esposizione dei dipinti sarà liberato e trasformato in «monumento di se stesso».