Musei comunali e palazzo Ducale sotto il grande ombrello di una Fondazione «non per andare rapidamente in economia o per produrre profitto ma per avere una struttura che renda più efficienti le risorse e non aumenti i costi». Un'unica cabina di regia, che non vincola l'autonomia dei musei e di Palazzo Ducale, ma si apre a tutte le istituzioni: dagli enti locali, all'università ai privati. E nella cabina di regia ci sarà lui, l'assessore Luca Borzani, che a dicembre presenta il piano di fattibilità della Fondazione. Per discuterlo poi in consiglio comunale e iniziare il dibattito in città. Oltre tre anni alle istituzioni culturali di Tursi gli son serviti a rodare i motori che faranno marciare gli eventi sulla scia del 2004, e a foca-lizzare due o tre cose da cui non si può più prescindere: intanto il rilancio della promozione che a Genova funziona pochino, cenerentola degli investimenti comunali, (nonostante questo si è riusciti a sprecare risorse) richiede quindi di rintracciare professionalità ad hoc, inoltre la capacità di programmare gli eventi con lungo periodo (funzionale anche alla raccolta di finanziamenti) e a condividerli con altre città.Torino e Milano in particolare, quel che era una volta il triangolo industriale potrebbe riconvertirsi in culturale. «Va abbandonata la mentalità municipale. Da soli non si va più da nessuna parte. Un unico evento può segnare tre città. Quindi una vasta area dove le città non sono più concorrenziali fra loro ma lo diventano insieme nei confronti del Nord Est o del Centro. E poi: il sistema mare è la nostra identità, non è concorrenziale a nessuno» riflette Borzani che sta stendendo programmi comuni con l'assessore di Milano Vittorio Sgarbi. Per cominciare: designer e arte contemporanea, letteratura e festival della poesia. In questo ragionamento è incluso, ovviamente, il tema della fragilità economica proprio perché «abbiamo ra-zionalizzato fino all'impossibile, oltre non è possibile ridurre». Cinque-seimila euro in meno nel bilancio comunale sono colpi bassi, anche se le mostre al Ducale hanno "reso", consentendo un bilancio in attivo che niente ha a che vedere, ovviamente, con i costi di gestione di Palazzo Ducale. Dunque cento-mila euro da Tempi Moderni, duecentomila dai Macchiaioli. Inoltre i visitatori dei musei sono pari a quelli del 2004,quindi un trend di tutto rispetto. La Fondazione conterà anche su una parte dei finanziamenti che Genova attende ancora per il 2004 da vari ministeri (circa 8 milioni di euro, indebitamento per il quale si sta pagando un mutuo) e su un auspicato sostegno da parte della Regione (a giorni l'ultima parola) ma quel che conta è «azzerrare le dannose duplicazioni riguardo appunto il marketing, ma anche gli allestimenti, la promozione, la programmazione e un turismo che possa contare su due agenzie separate della produzione della cultura e della promozione della cultura. Dall'Acquario alla Fiera, dai musei ai palazzi».