SI APRE come un fiore. Il palazzo costruito da Arnolfo di Cambio nel 1312 si spacca nella parte più alta, quella dei merli. Le fratture sono tre, una per ciascun angolo: resta sano solo quello sopra al Biancone. Il fatto è che il terreno su cui fu costruito Palazzo Vecchio è alluvionale e cede. Un movimento piccolo, che ha originato lesioni solo nella parte più alta, ma che preoccupa non poco gli addetti alla conservazione. Si salva la parte sulla fontana, perché realizzata sulle strutture dell'anfiteatro romano che le fanno da poderose fondamenta. Le spaccature sono molto evidenti nel corridoio coperto sotto al piano dei merli, quello che è in aggetto sulla piazza grazie ai beccatelli e dove ci sono le botole da cui gli assediati potevano tirare di sotto pietre, olio bollente e altre gentilezze. L'architetto Claudio Mastrodicasa, che dirige la Fabbrica, ha fatto sistemare su ogni lesione della muratura un sensore che ne misura i movimenti e li trasmette in diretta al suo computer. Anche nei secoli passati si erano verificati inconvenienti del genere ed erano stati tamponati montando catene e tiranti di acciaio attraverso gli archi, e lasciando brutte piastre di metallo sui muri esterni. ti di ronda. ADESSO si devono ingabbiare le parti pericolanti, ma è stata messa a punto una soluzione non invasiva e assolutamente moderna che potrà essere tolta in poco tempo. Il lavoro consiste nel legare l'intero palazzo arnolfiano con una doppia corda d'acciaio che resterà invisibile perché montata all'interno dei camminamenti. La corda, del tipo di quelle usate per le funivie, sarà consegnata entro pochi giorni ma non è escluso che per il montaggio si aspetti la fine dell'inverno con il freddo il metallo si accorcia in modo da trovare la giusta tensione. Intanto si sta realizzando la nuova illuminazione esterna con tecnologie modernissime, in parte studiate appositamente dalla Philips e in parte tratte dalle superpetroliere. Le lampade sono degli speciali tubi al neon: con un potenziometro comandato dal computer sarà possibile regolare l'intensità dell'illuminazione. Così avremo una gradazione appropriata a ogni occasione, da quella massima per la festa del Patrono a quella per annunciare le riunioni del consiglio comunale. I 67 corpi illuminanti, con una artistica copertura in rame, verranno messi in ogni «pieno» tra un finestrone e l'altro, all'interno del camminamento di guardia, e saranno invisibili dalla piazza. La corrente elettrica viaggerà in speciali conduttori, realizzati dalla Europa Metalli di Fornaci di Barga, che sembrano tubi di rame: sono quelli di massima sicurezza, che portano tensione nelle navi petroliere. I CAMMINAMENTI vengono poi restaurati in vista di una apertura al pubblico: con alcune prove in questi giorni si studia come pulire le pareti di pietra forte esposte a Nord, nere di smog, usando impacchi di carbonato d'ammonio; le inferriate di protezione devono essere tutte rifatte perché non più a norme; i piombatoi che venivano aperti per rovesciare di sotto l'olio bollente, saranno coperti da una spessa lastra di cristallo che darà al visitatore l'impressione di camminare nel vuoto a cinquanta metri d'altezza. Il cantiere è aperto. Sotto all'intonaco della volta spuntano decorazioni a graffito che risalgono all'Ottocento.
Scoperte tre fratture. Allarme per Palazzo Vecchio Si spacca nella parte più alta
Il Palazzo Vecchio di Firenze è stato colpito da fratture nella parte superiore a causa dell'alluvionalità del terreno. Le fratture sono state misurate con sensori e sono state trovate tre, una per ciascun angolo. Per risolvere il problema, è stata decisa di legare l'intero palazzo con una doppia corda d'acciaio che resterà invisibile. La corda sarà consegnata entro pochi giorni e il montaggio potrebbe essere completato entro l'inverno. Inoltre, è stata realizzata una nuova illuminazione esterna con tecnologie moderne, comprese lampade al neon che possono essere regolate con un potenziometro. I camminamenti del palazzo sono stati restaurati e sono stati rifatti gli inferriati di protezione.
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