Antonio Solidani, simpatico signore di Fiumicino, ha presidiato per giorni e notti molte zone archeologiche, appena scoperte attorno a Roma, per evitare i furti dei tombaroli in attesa dell'intervento delle sovrintendenze o delle forze dell'ordine. Il polacco monsignor Michael Jagosz si è "inventato" il museo della Basilica di Santa Maria Maggiore, restaurando ambienti sotterranei abbandonati da secoli, per ospitare opere d'arte recuperate dalle sacrestie o dai magazzini. Veri "pezzi" di storia sacra dalla teca in argento massiccio e cristallo di rocca della sacra culla di Gesù al primo e più antico presepe al mondo, opera di Arnolfo di Cambio. Maurizio Diana è uno scienziato, prima ricercatore all'Enea ora consulente. La sua grande passione per l'arte l'ha portato a riconvertire sofisticate macchine create per le ricerche nucleari in tecnologia per i beni culturali. Sotto i suoi apparecchi avveniristici sono così finite opere di Caravaggio e Raffaello e la splendida statua dell'Apollo di Veio. Pietro Laureano, giovane architetto, è un po' il "papa" dei Sassi di Matera. È lui, infatti, ad essere riuscito a far inserire questo ecosistema urbano, unico e irripetibile, nel Patrimonio mondiale dell'umanità dell'Unesco. Ma non smette di tenere gli occhi aperti e denuncia le nuove speculazioni che potrebbero snaturare i Sassi. Personaggi sconosciuti, ma «storie uniche di recupero di pezzi importanti di storia e arte di cui l'Italia è ricca ma che non salgono agli onori delle cronache». Con questa motivazione sono stati ieri premiati, assieme ad altri sei, come "Amici dell'arte" in occasione del lancio della nuova campagna "Salvalarte" di Legambiente che anche quest'anno, in collaborazione con "Bialetti Industrie", invita a scoprire i tesori nascosti del Belpaese, percorrendo la penisola con decine di tappe. E dopo la scoperta verrà il salvataggio dal degrado (negli anni scorsi sono già stati recuperati più di 800 opere). Parte la campagna nel segno di chi ha fatto tanto per i beni culturali. Oltre ai quattro già citati, ricordiamo Gianna Musatti, capo restauratrice della Soprintendenza archeologica di Roma, considerata la maggiore esperta di restauro di affreschi in frammento. Oppure Nazzareno Gabrielli, chimico, consulente della Fabbrica di San Pietro (tra le sue mani sono passate la Pietà di Michelangelo e la Trasfigurazione di Raffaello). E ancora Paolo Crisostomi, specializzato nel restauro di libri antichi. O Giorgio Gamba, direttore dell'Ecomuseo Feltrifico Crumière di Villar Pellice, per il recupero dell antica industria tessile, assieme agli ex operai della zona. Si chiude, ma non per valore, con gli eredi della Cappella Sansevero nel centro storico di Napoli: museo privato che da lavoro, non chiede soldi pubblici, ed è esempio di efficienza. Infine i ragazzi del liceo classico Sansi di Spoleto, guidati della professoressa Di Marco: giovani "ciceroni", garantiscono l'apertura al pubblico nel periodo estivo di importanti monumenti cittadini.
Volontari per salvare il bello
In Italia, diversi personaggi hanno lavorato per la salvaguardia e il recupero di opere d'arte e monumenti storici. Tra questi, Antonio Solidani, che ha presidiato zone archeologiche per evitare i furti; il monsignor Michael Jagosz, che ha creato un museo nella Basilica di Santa Maria Maggiore; Maurizio Diana, che ha utilizzato tecnologie avanzate per restaurare opere d'arte; Pietro Laureano, che ha lavorato per la protezione dei Sassi di Matera; e Gianna Musatti, Nazzareno Gabrielli, Paolo Crisostomi e Giorgio Gamba, che hanno contribuito al restauro di opere d'arte e monumenti. La campagna "Salvalarte" di Legambiente ha premiato questi personaggi e altri sei per il loro lavoro.
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