«Con il permesso del Soprintendente Francesco Pernice vogliono decapitare la galleria capitale, dove morì Pietro Micca. E' quella della "Mezzaluna di Soccorso". Verrebbe ridotta per fare spazio al garage sotterraneo dei ferrovieri che lavoreranno alla nuova stazione di Porta Susa». Il generale Guido Amoretti lo ha denunciato al recente congresso che ha commemorato l'Assedio di Torino del 1706. Sembra incredibile. «Ma è così» assicura Amoretti. «L'assedio continua. Le gallerie che Micca difese dai francesi ora dovremo difenderle da un ministero italiano, quello dei Trasporti». Che cosa succede? «Capita - spiega Pernice - che la galleria interferisce con le strutture della nuova stazione. Così, dato l'alto valore dell'opera pubblica in corso di costruzione, la Soprintendenza ha intenzione di autorizzare il progetto propostoci dall'architetto Agostino Magnaghi per risolvere il problema». Si tratta di smontare la testata della galleria, accorciarla di quattro metri e di rimontarla in posizione arretrata. E'un'idea che fa rabbrividire Amoretti: «Perché quella galleria è l'unica che si sia conservata nella sua integrità e lunghezza, pari a 110 metri. Perché fu teatro di lotta. Nel 1706 vi esplosero otto mine. L'ultima fu quella di Pietro Micca. Tutto il tratto ha indiscutibile valore monumentale, ma anche storico e spirituale, perché conobbe il sacrificio di centinaia di uomini. Che cosa direbbe il sindaco di Torino se gli proponessero di ridurre i resti del poligono dove furono fucilati i Martiri del Martinetto?» Le intenzioni di Pernice hanno creato stupore fra i patiti dei beni culturali. A centinaia hanno già firmato la petizione che al Museo Pietro Micca invita ad opporsi al progetto. Si rischia di rinnovare la polemica che schierò i torinesi contrari a rimuovere le vestigia archeologiche affiorate in piazza San Carlo e in piazza Vittorio? «(Allora - ricorda Amoretti - il ministero doveva accertarne il valore. Non è il nostro caso. Il valore storico della Mezzaluna di Soccorso è accertato dal 13 agosto 1971, quando l'allora ministro Pierluigi Romita la pose sotto la tutela della legge 1089». Amoretti è deciso a farla rispettare: «II rimontaggio delle strutture della Mezzaluna in posizione arretrata comporterebbe l'eliminazione dei suoi fornelli di testa. Costituirebbe un gravissimo danno alla fisionomia monumentale della galleria in favore di un parcheggio che basterebbe modificare appena per risolvere tutto». Così già avvenne nel 1998, quando fu scavato il parcheggio di corso Bolzano. Non solo non distrasse niente, ma recuperò parte della Mezzaluna. La questione è stata sottoposta anche al presidente della Provincia Antonio Saitta: «Ho ricevuto un'interpellanza. Penso anch'io che non valga la pena rinunciare all'integrità di un bene storico. Ho incaricato l'assessore Campia di esaminare il caso con le Ferrovie. Vorrei trovare una soluzione che garantisca sia il patrimonio sia le necessità della stazione».