Un museo sull'emigrazione e sull'Italia nel mondo. Un museo che mancava e che nascerà all'Eur: la decisione è stata appena presa dal ministero degli Esteri in accordo con ì Beni culturali e con l'Ente Eur, titolare del Palazzo della Civiltà del Lavoro destinato a dar lustro a un secolo di migranti e di exploit del genio tricolore nel mondo. Forse, per mettere le ali al progetto e decretare la fine di un lungo oblio, bisognava aspettare un film come «Nuovo-mondo» di Emanuele Crialese che l'Italia candida all'Oscar... «Abbiamo appena stanziato 250 mila euro spiega il viceministro degli Esteri, il senatore Franco Danieli . Nel Palazzo della Civiltà è già in corso una ristrutturazione con risorse dei Beni culturali. Alla realizzazione del museo collabo-rano tutte le istituzioni in grado di fornire documentazioni, dalla Cineteca nazionale all'Istituto Luce. Recupereremo archivi fonici e testimonianze disperse della storia dell'emigrazione». A emigrare nelle varie ondate oltreoceano e poi in Europa sono stati 30 milioni di italiani. Gli oriundi sono oggi 60 milioni (ma c'è chi ne conta fino a 90 milioni) sparsi soprattutto tra le due Americhe e in Europa, 3,5 milioni sono i cittadini all'estero con i diritti elettorali acquisiti. «Un grande bacino poco valorizzato e riconosciuto aggiunge Danieli . È ora dì dargli lustro...». Lustro dunque ai 31 milioni di oriundi del Brasile, ai 15 dell'Argentina, agli altri 15 degli Stati Uniti (e ancora 1,3 milioni in Uruguay, 800 mila in Australia...). E lustro a tutte le infinite storie sfociate in 60 mila ristoranti, ma anche nel Traforo del Sempione o nella morte in miniera come a Monogah (West Virginia) dove perirono più connazionali che a Marcinelle.