Nonostante gli inviti di Rutelli, della Regione Toscana e della sovrintendenza continua la costruzione dei 95 appartamenti in un borgo di 150 abitanti. Ma si parla solo di modifiche al progetto L'Unesco minaccia di togliere la Val D'Orcia dai luoghi patrimonio mondiale dell'umanità. L'impotenza del ministero per i Beni culturali. La ditta: «Fermiamo la costruzione dell'ultimo lotto per pura cortesia». Locatelli'(Prc): «E' chiaramente una regalia alla ditta» di Laura Eduati Solo, contro tutti. Il sindaco di Pienza (Siena) Marco Del Ciondolo non si scompone e non cambia idea: a Monticchiello i 95 appartamenti vanno costruiti, e non importa se l'Unesco - indignata- minaccia di togliere ai paesaggi del borgo il marchio di patrimonio mondiale dell'umanità concesso appena nel 2004; non importa se la storia di queste colline pa-radisiache minacciate dall' ecomostro ha fatto il giro del mondo dopo la denuncia di Asor Rosa, che qui ha casa - ma ci tiene a far sapere che la sua non è la sindrome "nimby" (non nel mio giardino, ndr); e non importa se il ministero dei Beni culturali ha convocato lui e la sua giunta pregando di bloccare i lavori. In effetti Del Ciondolo unaletteraall'impre-sa costruttrice Iniziative Toscane srl l'ha inviata. Ma, dicevamo, non importa: il cantiere procede spedito, anzi, accelerato. Come si difende il diessino Del Ciondolo? Dicendo che non si tratta di speculazione, tutt'altro. Monticchiello, 300 abitanti di cui la metà nel centro storico e l'altra metà sparsi nei poderi, rischia lo spopolamento e dunque c'era bisogno di alloggi popolari per le coppie giovani. 96 coppie fanno 192 persone, ovvero più di quanti siano i montìcchiellesi nel borgo. Senza contare gli ipotetici bimbi. «E' come se a Roma si costruisse un quartierone da 6 milioni di abitanti», ironizza il deputato Prc Enzo Locatelli, pure lui proprietario di una casa a Monticchiello. La storia delle coppie giovani non regge: per il momento gli acquirenti sono tutti forestieri tranne una coppia di sorelle; si sono aggiudicati una casetta da 95 metri quadrati con vasca idromassaggio, solaio in legno e finiture (esterne) in pietra per circa 350mila euro. Non certo una cifra popolare. D'altronde nel depliant della Iniziative Toscane srl gli alloggi vengono pubblicizzati in italiano e in inglese come residenze di buon gusto, secondo la formula "Acquista guadagna". Seconde case, insomma, che si animeranno d'estate e nei weekend ma che a Monticchiello non porteranno grande ricchezza, visto che un posto letto in albergo renderebbe 28 volte. I 2-300 nuovi vicini dovranno trovare, in un borgo minuscolo, ristoranti, supermercati e negozi. Che non ci sono. In un'interrogazione parlamentare Locatelli spiega: «A noi non appartiene il feticismo dei luoghi intoccabili. E punto è un altro». E cioè: tra il 1996 e il 2001 il valore aggiunto nella Val D'Orcia è cresciuto del 28, contro la media nazionale dell'11. «E ciò è potuto avvenire nella misura in cui si è puntato correttamente sulla valorizzazione del patrimonio artistico, naturale, culturale e storico di quella realtà». Perché Monticchiello negli ultimi 25 anni è cambiata già parecchio: accanto alle botteghe tipiche sono sorti negozi turistici, ristoranti buoni ma cari, a uso e consumo di americani, inglesi e italiani in visibilio per il pecorino della Val D'Orcia e il panorama da cartolina. Negli anni '80 una casa poteva costare 10mila euro, oggi ne vale 30 volte tanto. Il "villaggio turistico" voluto da Del Ciondolo aggiungerebbe caos e dissacrazione del territorio. A vantaggio di chi? Non di certo delle casse del Comune, che nel 1996 diede il via alla terza variante del piano regolatore passando dai 20 appartamenti agli attuali 96 con un escamotage: nel progetto da 21mila metri cubi non vengono computati gli spazi sottoterra e il secondo piano delle case, in tutto 6milametri cubi. Nella convenzione stipulata con la Iniziative Toscane srl gli oneri di urbanizzazione (cioè i lavori che la ditta si incarica di eseguire per riparare ad eventuali danni del terreno) sono ridicoli: appena 130mila euro. Senza contare che l'amministrazione di Pienza dovrà accollarsi l'impianto per la sollevazione delle acque nere e bianche. «Chiaramente una regalia all'impresa costruttrice», continua Locatelli. Per il 50 1' impresa è in mano alla montic-chiellese Daniela Grappi, i lotti un tempo erano interamente suoi. E poi ci sono le stranezze. Come quella che coinvolge l'architetto Ottavio Fusi, prima consulente del Comune durante l'approvazione del progetto, e oggi direttore dei lavori per conto della Iniziative Toscane. In paese sono in pochi a commentare, perché ci si conosce da una vita e in un modo o nell'altro ognuno ha un parente coinvolto. Non tace don Carlo: «Non scrivere per favore che sono un don Camillo contro Peppone. Anche perché in ogni caso Peppone sarei io». In effetti don Carlo ha un passato Pci. Mica un curato di campagna: giornalista, laureato in architettura, ambientalista: «Si tratta di un progetto male inserito nel tessuto urbanistico, architettonicamente brutto, inutile dal punto di vista sociale perché è turistico, e poi sconvolge la collina». C'è di più: se sì permetterà questo affare da 30-35 milioni di euro, figurarsi chi si farà problemi a cementificare il senese, i progetti attendono nei cassetti. Il ministero per i Beni culturali ha le mani legate. Una legge della Toscana concede massima autonomia ai Comuni, e difatti il progetto è stato approvato nonostante il parere sfavorevole di Regione e Provincia. Ora due architetti paesaggistici incaricati da Pienza e dal ministero (Paola Falini e Amerigo Restucci) dovranno correggere l'impatto dell'insediamento. Difficile farlo coi lavori in corso, e di gran carriera. Il governo alza le mani: lo stop del cantiere riguarda unicamente il lotto non ancora costruito dei quattro totali. Stefano Lo Cicero, responsabile della ditta, assicura che la sospensione dei lavori «è pura cortesia da parte nostra». Ma anche: «Collaboreremo col ministero».
Monticchiello, chi fermerà l'ecomostro?
Il sindaco di Pienza, Marco Del Ciondolo, ha deciso di procedere con la costruzione di 95 appartamenti in un borgo di 150 abitanti, nonostante le proteste dell'Unesco e del ministero per i Beni culturali. La ditta Iniziative Toscane srl ha accettato di fermare la costruzione del lotto non ancora costruito, ma ha assicurato di collaborare con il ministero. Il progetto è stato approvato dal Comune, nonostante il parere sfavorevole della Regione e della Provincia. L'architetto Ottavio Fusi, consulente del Comune durante l'approvazione del progetto, è stato coinvolto nella ditta.
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