Centinaia di turisti, molti dei quali stranieri, sono rimasti delusi, ieri, per il manifesto che hanno trovato appeso all'ingresso della Pinacoteca di Brera e del Cenacolo Vinciano: «Chiuso, a causa dello sciopero in corso». Un'amara sorpresa per chi aveva deciso da tempo di trascorrere la giornata ammirando le bellezze artistiche conservate nei musei della città. E ancora di più per quelli che avevano affrontato anche un lungo viaggio, in treno o in pullman, per raggiungere Milano. Non c'è stato niente da fare e non è valso arrabbiarsi e reclamare: dovranno rimandare ad un'altra occasione. Il motivo dello sciopero, che era stato proclamato per la giornata di ieri in tutti i musei e le aree archeologiche italiane da Cgil, Cisl e Uil, come spiegano gli stessi sindacati in una nota è «la mancanza di credibilità del ministro Urbani». Nel comunicato sottolineano infatti che «il 16 aprile, per risolvere un braccio di ferro con la categoria che avrebbe messo a serio rischio le aperture nel periodo pasquale, aveva sottoscritto un accordo con cui si impegnava a convocare un tavolo politico per discutere, tra l'altro, dell'immissione in ruolo del personale precario. Ma il meccanismo di assunzione non viene attivato e il tavolo non è mai stato convocato».