Roma. Rimini prova a placare la rivolta dei tour operator internazionali - dai tedeschi ai giapponesi e statunitensi - contro la tassa di soggiorno che i Comuni, come suggerisce la bozza di finanziaria del governo di centrosinistra, potrebbero applicare ai turisti. «Amici tedeschi, tranquilli, nella Riviera di Rimini la tassa di soggiorno non l'applicheremo mai»: il messaggio arriva da Andrea Gnassi, assessore al Turismo della Provincia di Rimini, e da Maurizio Melucci, vicesindaco con delega al Turismo del Comune. «Su questo punto dichiarano in una nota congiunta Gnassi e Melucci i tour operator tedeschi e tutti i loro colleghi europei possono stare tranquilli. Nelle località di Riviera di Rimini i turisti non troveranno mai, ribadiamo mai, la sgradita sorpresa della tassa di soggiorno». Gli assessori sottolineano che quello tedesco rimane per la Riviera di Rimini il mercato europeo di riferimento, verso il quale nel 2006 sono stati realizzati sostanziali investimenti, quali ad esempio l'avvio di voli low cost da e per l'aeroporto "Federico Fellini". Non solo sono aumentate le destinazioni tedesche di tali voli, passando da tre a quattro, ma rispetto al 2006 i voli low cost da e per le città tedesche saranno quintuplicati. Nel 2007 saranno quattro Monaco di Baviera, Stoccarda, ColoniaBonn e Hanno-ver le città tedesche collegate con voli low cost. «Altro che tassa di soggiorno affermano Gnassi e Melucci Noi daremo il benvenuto per un soggiorno migliore. Se qualcuno vuole fare pagare l'ingresso, noi al contrario stiamo già preparando nuove offerte ali inclusive volo, pernottamento e altri servizi che abbatteranno ulteriormente i costi ed eleveranno la qualità del soggiorno in Riviera di Rimini». E' questo il contenuto della lettera che sarà inviata ai principali tour operator. Gli assessori Gnassi e Melucci definiscono inoltre preoccupante e dannosa la tendenza a intervenire nel settore turistico con provvedimenti «spot» che non tengono conto del quadro complessivo. «Soprattutto sottolineano non tengono conto delle dinamiche in atto nei terri-tori turistici che si stanno rimboccando le maniche e impegnando con creatività e fantasia per affrontare la concorrenza delle destinazioni emergenti. Una proposta come quella della tassa di soggiorno risponde solo alle esigenze e ai problemi di qualche città d'arte». Provincia e Comune di Rimini ribadiscono pertanto il loro impegno nel creare quella «lobby» del turismo balneare che sia capace di rappresentare con forza gli interessi di queste località e di ottenere dal governo l'attenzione necessaria. Di fronte alla valanga di proteste il governo sta cercando di fare marcia indietro. «La tassa di soggiorno si può modificare trasformandola in una tariffazione legata ali' intera filiera, non solo ad alberghi e pubblici esercizi - ha annunciato il vicepresidente del Consiglio, Francesco Rute Ili, intervenendo al meeting organizzato dall' American chamber of commerce in Italia - Le città che pagano il prezzo più elevato in termini di consumo fisico hanno diritto a vedersi remunerato questo costo a condizione che reinvestano i proventi per migliorare l'offerta turistica». Il vicepremier ha quindi ricordato che la tassa è «facoltativa, solo alcune città la metteranno. La mia idea è che, anziché una forma di imposizione generalizzata, si prevedano meccanismi di tariffazione». A RntPlli ribatte Maurizio Gasparri, di An, secondo il quale «ci volevano dei personaggi incredibili come quelli che attualmente ci governano per creare contro la Finanziaria perfino la protesta dei tour operator internazionali. Apprendiamo esterrefatti aggiunge Gasparri che anche all' estero si sono accorti dell'incapacità di chi ci governa». L'esponente di An critica in particolare il ministro Rutelli. che «con la sua aria imbambolata così Gasparri parlava di rilancio del turismo», mentre «la sua Finanziaria ha prodotto la protesta degli operatori turistici che giustamente contestano l'introduzione della tassa di soggiorno. Cinque euro al giorno a persona sono un danno per il nostro turismo e per la nostra economia», afferma Gasparri, il quale domanda se «era questa la politica di rilancio che volevano Prodi e Rntplli» La conclusione dell'esponente di An è che «i danni che stanno facendo, dal caso Telecom a questi aspetti non secondari della Finanziaria, sono enormi». E per ultima è arrivata ieri la protesta degli albergatori valdostani: una «fermissima opposizione» alla proposta di istituzione di un «contributo di ingresso e di soggiorno» è stata annunciata dal presidente dell'Adava, Gabriele Maquignaz, che si è dichiarato contrario a «una sorta di dazio di stampo medievale, i cui profili di costituzionalità sono quantomeno dubbi. Il contributo ha commentato finirebbe col gravare prevalentemente su chi alloggia nelle strutture ricettive tradizionali come gli alberghi, i villaggi, i residence e campeggi, trascurando tutte le altre forme di accoglienza più o meno sommerse, nei confronti delle quali l'esazione e il controllo sono materialmente impossibili, e che paradossalmente vedranno premiata la loro competitività». Secondo il presidente degli albergatori valdostani, che ha già inviato ai" parlamentari valdostani Carlo Perrin e Roberto Nicco un dossier contenente le proposte di modifica della categoria alla Finanziaria 2007, inoltre «ad essere minata non sarà solo la competitività interna delle strutture ricettive, ma anche quella esterna». Infatti ha spiegato «gli alberghi europei, che già godono di un regime Iva agevolato e di numerosi-contributi statali e regionali, si confronteranno con dei competitors italiani gravati da un ulteriore costo da sostenere».