Roma. «È sconfortante appurare, dalla risposta del ministro per i Beni e le Attività culturali Francesco Rutelli, che il governo non era assolutamente a conoscenza che lo scorso 27 settembre fosse la Giornata mondiale del turismo. Da qui la totale assenza di iniziative, di qualunque natura, in quella che, malgrado il governo, rimane la quinta potenza mondiale del settore». Lo ha dichiarato Nicola Bono, capogruppo di An in commissione Cultura della Camera ed ex-sottosegretario ai Beni culturali, esprimendo il suo disappunto alle risposte del ministro Rutelli al "question time" sulla mancata organizzazione da parte del nostro Paese di manifestazioni per celebrare la Giornata mondiale del turismo. «Ma l'episodio è altresì sintomatico per evidenziare il livello di attenzione che il governo di centrosinistra ha nei confronti del turismo ha proseguito Bono E'l'ennesimo segnale negativo che contribuisce a rendere sempre più sconfortante lo scenario futuro per un settore strategico, per il quale appaiono del tutto insufficienti gli interventi in Finanziaria di cui va tanto fiero Rutelli specie se valutati in rapporto ad altre misure contenute nello stesso provvedimento, gravemente penalizzanti per le imprese del settore. A che serve, infatti, disporre l'annullamento dell'aumento dei canoni demaniali ha continuato senza peraltro una virtuosa selezione tra i soggetti interessati, o la concessione di 30 milioni di euro all'Agenzia per la Promozione del Turismo, a fronte del danno gravissimo derivante dalla reintroduzione della tassa di soggiorno?». «L'istituzione della tassa inoltre ha aggiunto Bono appare ancora più pesante a fronte dell'impegno, assunto dallo stesso Rutelli di intervenire in maniera decisa per la riduzione dell'Iva sul turismo, in guisa tale da ridurre la pressione delle imposte indirette in Italia, rispetto a quella operante negli agguerriti Paesi concorrenti come Francia e Spagna. Non solo, quindi, il ministro non è riuscito ad ottenere questa riduzione ma, con la reintroduzione della tassa di soggiorno ha concluso Bono addirittura consente l'aumento della pressione tributaria indiretta, alla faccia della competitività».