«ARRIVEDERCI, ITALIA arrivederci!», era il titolo della 'Frankfurter Allgemeine Zeitung,' lo scorso 23 luglio, in piena stagione turistica. Cosi in italiano e con punto esclamativo. Da tre anni, constatava il quotidiano di Francoforte, l'Italia perde turisti tedeschi a favore di altri paesi concorrenti, e come reagiscono albergatori e ristoratori da Bolzano a Napoli? Aumentano i prezzi per il 2007: «Una rotta pericolosa». Ed ora giunge la nuova stangata decisa dal governo: imporre ovunque la tassa di soggiorno, abolita oltre un decennio fa, per italiani e stranieri, che potrà arrivare a cinque euro al giorno. Non poco, soprattutto per le famiglie, che fanno i conti al centesimo e che ogni anno affollano la Riviera romagnola. «I primi a rinunciare sono i gruppi familiari, avvertiva la Frankfurter, la loro quota nel turismo italiano è già scesa dal 25 al 15 per cento, secondo il tour operator TUI». Tutti i grandi operatori turistici europei, con in testa i tedeschi, hanno scritto lettere tra lo sdegnato e il minaccioso a Palazzo Chigi, avvertendo il premier Prodi, e il suo vice Rutelli: volete un 'buco' ancora più grande del temuto per la prossima stagione? Cancellate questa follia. E SONO IN ALLARME anche le agenzie giapponesi e americane. Vogliono una risposta immediata: i cataloghi per il prossimo anno sono già pronti, e il tempo stringe per correggerli prima che vengano stampati. Anche chi organizza viaggi per clienti senza preoccupazioni finanziarie, si preoccupa del contraccolpo psicologico. Per la DRV, l'associazione federale delle agenzie tedesche, i nostri listini dei prezzi sono già troppo cari, rispetto agli altri paesi del Mediterraneo, dalla Spagna, alla Turchia, alla Grecia. E LE NOSTRE STRUTTURE alberghiere sono più antiquate: rispetto alla Germania, si precisa, bisogna in media togliere una stella agli alberghi italiani. Certi servizi sono di categoria in categoria uguali solo in teoria: dall'aria condizionata che funziona male, o viene razionata, alla prima colazione spesso insufficiente. «E VERO, AMMETTONO gli addetti ai lavori tedeschi, la tassa di soggiorno, la Kurtax, si applica in molte località in Germania, di solito nelle località termali, e su qualche spiaggia del Baltico o del Mare PROTESTA «La vostra decisione assomiglia ad un pedaggio odioso» del Nord. Ma è limitata a un euro al massimo, e comunque il turista ha qualcosa in cambio, concerti gratuiti alle terme, riduzioni nelle piscine. E in ogni caso, è una tassa criticata anche da noi. In Italia, si paga tutto, e molto caro, le spiagge libere sono poche, e non curate, ombrelloni e sdraio carissimi, come i biglietti dei musei. La vostra tassa ai nostri turisti sembrerà piuttosto un pedaggio odioso. Finireste per perdere più di quanto potreste incassare». LE LETTERE GIUNGONO dalle agenzie storiche come la 'Tho-mas Cook', dalla Silverjet alla Dertour, alla Longhout, nessuno escluso tra i grandi. E protestano anche i responsabili di settore in Italia, e gran parte dei Comuni e delle Regioni. Solo una minoranza è favorevole, sperando di aumentare le entrate. I dati sull 'anno in corso sono contradditori: i turisti stranieri entro i primi sette mesi sono in aumento, di circa il 10, a quota 23,8 milioni, grazie a uno scatto notevole in luglio, con un incremento del 14,5, i pernottamenti crescono del 4,2 sfiorando quota 199 milioni. INVECE CONTINUANO a diminuire costantemente i tedeschi, che sono tradizionalmente la fonte principale delle nostre entrate turi-stiche: un visitatore su tre, circa, viene dalla Germania, ma ancora negli anni Novanta erano oltre il 40. Nel giro di tre anni, dal 2002 ali 'anno scorso, si sono persi oltre 3,5 milioni di turisti, da 14,6 a circa 11 milioni. Le perdite sono state compensate dai 'nuovi' turisti che giungono dai paesi dell'Europa dell'Est. Un calo che riguarda soprattutto le località estive, diventate troppo care per chi arriva con i bambini. La Riviera Adriatica, il cosidetto Teutonengrill, continua a fare eccezione, ma altrove, anche al sud, il conto finale lievita: magari il prezzo dell 'albergo o della pensione rimane contenuto, mentre aumentano in modo spropositato pizzerie, gelaterie, stabilimenti balneari. SONO IN AUMENTO, al contrario, i tedeschi che vengono nelle città d'arte: un turismo limitato a viaggi brevi. Roma, ad esempio, ha registrato un autentico boom, con oltre il 20 in più di arrivi, ma ci avvertono le agenzie di Berlino e di Monaco: il merito è solo dei voli low cost. ALTRE LAMENTELE riguarda no le autostrade, sempre più care e meno efficienti, e i treni. Mentre la benzina rende esosi i viaggi in auto, in Italia, si rimprovera, è di fatto impossibile organizzarsi da soli un viaggio in treno per recarsi in località minori, ma di alto interesse turistico, come é normale nel resto d'Europa. La tassa di soggiorno ripescata dal governo è quasi un suicidio, concludono gli operatori. Anche gli spagnoli vollero introdurla a Palma de Majorca, un'isola in mano ai tedeschi, ma sono stati costretti a fare marcia indietro.
I tedeschi furiosi: Addio vacanze italiane Le grandi agenzie turistiche scrivono a Prodi
La 'Frankfurter Allgemeine Zeitung' ha notato che l'Italia sta perdendo turisti tedeschi a favore di altri paesi concorrenti. Il governo italiano ha deciso di imporre una tassa di soggiorno di cinque euro al giorno per italiani e stranieri, che potrebbe aumentare i prezzi per i turisti. Le agenzie di viaggio tedesche e europee hanno scritto lettere di protesta al governo, avvertendo che questa misura potrebbe cancellare il turismo italiano. I dati sull'anno in corso mostrano che i turisti stranieri sono in aumento, ma i tedeschi continuano a diminuire. La tassa di soggiorno potrebbe avere un impatto negativo sul turismo italiano, soprattutto nelle località estive.
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