Sul ticket in laguna interviene il vice premier Francesco Rutelli che, in buona sostanza, «sposa» la causa dell'Associazione veneziana albergatori sostenendo che la tassa di soggiorno «va rivista e trasformata in una forma di tariffazione legata a tutta la filiera turistica e non solo agli alberghi e ai pubblici esercizi». Secondo Rutelli «è giusto che alcune città, come Venezia o Roma, che pagano di più per il turismo di massa abbiano il diritto di vedersi in parte remunerati i costi sostenuti, a condizione che reinvestano i proventi nel miglioramento dell'offerta turistica». Per quanto riguarda la controversa questione in laguna, Rutelli ha fatto l'esempio dei vaporetti, che costano un euro ai residenti e cinque ai turisti. «Questo spiega è un modo per intercettare tutto 1' afflusso turistico, non solo chi pernotta in albergo. Peraltro quelli che pesano di più sul "consumo" delle città sono proprio i turisti mordi e fuggì». Per Rutelli. dunque, «il gettito della tassa di soggiorno deve restare, ma con modalità più efficienti». Per un carico del ticket sulle spalle di tutti coloro che si occupano di turismo si è sempre schierato anche il presidente dell'Ava, Franco Maschietto.