L'intervista angela dell'oca, direttrice del museo «Sondrio ha una storia secolare che vale la pena di raccontare, e questa potrà essere l'occasione per farla conoscere meglio a sondriesi e visitatori». E' l'auspicio di Angela Dell'Oca, direttrice del Museo valtellinese di storia e arte, dopo il ritrovamento di un tratto delle antiche mura della città, spuntato nel giardino di via Perego dallo scavo legato al cantiere di piazza Garibaldi. Le ruspe hanno riportato alla luce un tratto del bastione risalente ai primi del Trecento: «La cinta muraria spiega Dell'Oca - fu costruita nel 1325 per difendere il borgo dai soldati di Franchino Rusca, capitano del popolo della città di Como, e venne realizzata con il contributo di tutte le casate sondriesi, ciascuna delle quali costruì un tratto del muro in proporzione ai propri possedimenti. Una decina d'anni dopo, però, la cinta fu abbattuta dall'esercito del Rusca dopo la resa della città, il materiale fu riutilizzato per altre costruzioni e alcuni tratti del muro furono usati come base per nuovi edifici». Secondo la ricostruzione, la cinta muraria partiva dal versante sopra piazza Cavour e correva parallela all'attuale argine del Mallero fino ai giardini di palazzo Martinengo, per poi proseguire verso l'attuale piazza Campello. All'altezza del municipio il tracciato del muro comprendeva l'area dove sorgono la Collegiata e il campanile fino al giardino dell'Arcipretura, poi attraversava gli attuali giardini Sassi, proseguiva sul lato sud di palazzo Sertoli fino a piazza Quadrivio e infine si chiudeva sulla rupe di Scarpatetti. «Con questo nuovo elemento sottolinea la direttrice del Museo - si potrà cominciare a delineare con maggior precisione il tracciato della cinta muraria, per arrivare ad una ricostruzione dettagliata». Al "puzzle" infatti mancava, finora, qualche pezzo, anche se pure in passato qualche tratto del muro era spuntato qui e là: il caso più recente è quello del 1993, quando una trentina di metri della cinta vennero ritrovati durante gli scavi per costruire il garage sotterraneo dietro la casa dell'Arcipretura. Ma ci sono testimonianze anche dall'Ottocento, come spiega Dell'Oca: «Nel 1874 il giornale "La Valtellina" pubblicò un articolo che riferiva di un tratto di mura scoperto ristrutturando la cantina di via Ferrari della "Fabbrica Erba", e anche nel 1917 durante i lavori di rifacimento del municipio, che allora ospitava il tribunale, vennero alla luce ampie parti delle mura, inglobate nelle strutture sul lato verso corso Italia. Anche durante i restauri di palazzo Martinengo sono stati scoperti un tratto del muro e una torretta inglobati nelle fondazioni dell'edificio, e pure una parte di palazzo Sertoli è stata edificata utilizzando le mura come fondamenta. Il ritrovamento conferma elementi già chiari ma significa comunque che qualcosa c'è ancora, sottoterra, anche se in passato si è scavato "a gruviera" praticamente dappertutto e spesso, specie qualche decennio fa, senza un'attenzione specifica agli aspetti storici e archeologici».