L'intervento grazie all'iniziativa di Legambiente «Salvalarte». In mattinata in programma anche brani del Cinquecento Domenica musica a Santa Maria in Organo per festeggiare il restauro Torna domenica la storica campagna di Legambiente intitolate Salvalarte, dedicata ai beni culturali di tutto il territorio italiano, per una giornata alla scoperta di monumenti, siti archeologici, tradizioni e paesaggi meno noti ma non meno belli. Per questa edizione 2006 la sezione scaligera dell'associazione ambientalista ha pensato di provvedere al restauro dell'organo della chiesa di Santa Maria in Organo: e sarà proprio un concerto condotto dal maestro Umberto Forni che domenica, alle 11, ne festeggerà il ripristino. «Lo scopo di Salvalarte è proprio quello di far conoscere la storia di tesori nascosti e poco noti, per denunciarne lo stato di degrado», ha spiegato Michele Bertucco, presentando l'iniziativa insieme allo stesso Umberto Forni. «Lo scopo è appunto quello di attivare sinergie volte al recupero. La chiesa di Santa Maria in Organo deve il suo nome ad un toponimo romano, dove organum indicava una macchina idrica generica, forse un mulino o una chiusa. Vuoi per il nome, vuoi per il prestigio e le buone disponibilità economiche dei monaci olivetani nella chiesa ha sempre suonato un organo d straordinaria qualità, opera del maestro Nicola che lo aveva costruito nel 1505 collocandolo in una cappella del transetto». «Verso la metà del XVII secolo l'organaro veronese Andrea Fedrigotti trasferiva lo strumento sopra la porta principale e nel 1737 un altro organaro veronese, Gaetano Amigazzi, lo ristrutturò completamente arricchendolo di un flauto tappato, di un cornetto doppio e di nuovi registri ad ancia», prosegue Forni. «Un altro rifacimento radicale è del 1861 ad opera di De Lorenzi, organaro di Schio, e infine nel 1970 da Bartolomeo Formentelli. Dunque cinque successive modifiche nell'arco dei cinque secoli». Modifiche ancora perfettamente leggibili: e per questo il concerto di domenica, intitolato appunto «Quattro secoli di musica organistica in Italia», si snoderà attraverso autori dal Cinquecento all'Ottocento, per dare un saggio delle varietà dei registri dell'organo, che negli ultimi 30 anni è stato studiato da organisti di tutta Europa. Il concerto di domenica sarà preceduto da un'altra chicca: l'architetto Maddalena Basso illustrerà i tesori della chiesa, tra cui le splendide tarsie di Fra Giovanni da Verona.