Rutelli: abbiamo messo fine a braccio di ferro iniziato nel '56 Roma, 11 ott. (Apcom) - "Reciproca soddisfazione per un giusto compromesso" così il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli ha definito l'accordo stipulato con il ministero della Difesa, accordo che ha ricondotto lo Stato nel pieno possesso e utlizzo di Palazzo Barberini, e lo spostamento della sede del Circolo ufficiali delle Forze Armate nella palazzina Savorgnan di Brazzà, liberando così quasi 3mila metri quadrati che il circolo ha occupato sino ad oggi all'interno dello storico Palazzo. "Le Forze armate sono pienamente soddisfatte per l'obiettivo raggiunto, obiettivo con cui hanno dimostrato anche una disponibilità e una sensibilità nuova" ha dichiarato Marco Verzaschi, sottosegretario alla difesa, che in mattinata ha fatto le veci del ministro Arturo Parisi, in visita in Libano con il presidente del Consiglio Romano Prodi. "Palazzo Barberini - ha spiegato Rutelli - era, quando lo Stato italiano lo ha acquistato nel 1949, occupato in parte dal Circolo Ufficiali, che lo aveva affittato dalla famiglia. Ma già nel 1956 la convenzione che aveva concesso l'uso degli spazi del palazzo alle forze armate non venne rinnovata. E' da allora che è cominciato quel braccio di ferro che si è finalmente concluso: il 15 di ottobre il circolo comincerà il trasloco nella splendida palazzina Savorgnan di Brazzà, posta in fondo al giardino del palazzo, e collegata direttamente con il Ministero della Difesa" "Da ora in poi la Galleria riaprirà gradualmente - ha aggiunto il vicepresidente del Consiglio - prima quattro sale del primo piano alle quali poi se ne aggiungeranno altre quattro, e che ospiteranno un percorso che va da Raffaello a El Greco. Contemporaneamente andranno avanti i lavori di restauro dei prospetti di Palazzo Barberini. Finalmente Roma avrà una grande galleria Nazionale di arte antica, la più grande del Paese" "Abbiamo - ha specificato Claudio Strinati sovrintendente speciale per il Polo museale di Roma una sessantina di opere, tra cui la famosissima Fornarina, e poi i nuclei delle donazioni Torlonia, della collezione Odescalchi, Chigi e quella del Monte della Pietà; a queste si aggiungeranno le 700 opere di Palazzo Corsini. Uno spazio, quello della galleria - ha concluso Strinati - che rappresenterà l'equilibrio armonioso tra essere una grande galleria nazionale e essere una galleria di Roma, in cui rifulgerà uno spaccato storico della pittura a Roma, contemperato da numerosi apporti, tra cui la grande pittura francese del '700 che a Roma venne collezionata. E poi non c'è un altro museo che abbia una collezione caravaggesca di così eccelso valore