Ad uno studente consegnata una «seicentina» abilmente rosicchiata e quasi dimezzata Lucera Non è vero che i mitici «topi di biblioteca» non esistono più. Nella «Ruggero Bonghi» di palazzo Mozzagrugno, di frequentatori assidui tra scaffali e libri polverosi ve ne sono tracce, eppure visibili. Gli ospiti, naturalmente, sono i roditori non gli umani definiti eufemisticamente «topi di biblioteca». Ne sa qualcosa lo studente che la settimana scorsa si è visto recapitare al banco dell'accettazione una «seicentina», abilmente rosicchiata, quasi dimezzata nella sua consistenza, da parte di uno dei tanti roditori che albergano lo storico contenitore culturale locale. Al cospetto di cotanto spettacolo lo studente ha rifiutato l'opera, naturalmente, e quasi impietrito se ne è andato. Chissà quando vi rimetterà più piede. Gli addetti ai lavori, costernati anch'essi, non hanno potuto far altro che constatare l'accaduto. Avvenuto peraltro al cospetto di un amministratore comunale, il presidente della commissione consiliare «cultura e pubblica istruzione», Giuseppe De Biase, che si è impegnato a porvi riparo. Ma l'unico riparo da porre in atto è sollecitare la disinfestazione e la disenfettazione del patrimonio librario esistente. Cosa che peraltro da qualche settimana è stata richiesta a chi di competenza, ci fa sapere il consigliere comunale De Biase. Perchè, si pensi: è da oltre vent'anni che non vi si procede. Roba da non crederci, inaudito quasi. Palazzo Mozzagrugno ha speso tanti soldi nell'ultimo ventennio e continua a spenderli, però non trova risorse per fare quella che tutte le biblioteche storiche necessitano: una radicale pulitura e sanificazione dei libri in giacenza. Un vero e proprio patrimonio quello appartenente alla «Ruggero Bonghi», costellato da «cinquecentine e seicentine» di inestimabile valore come quel «codice Giustinianeo», mangiato dai topi. Una prova inequivocabile del malessere che attanaglia la storica biblioteca lucerina. Poco, o niente affatto curata, lasciata da anni ormai nell'abbandono. I libri antichi se non sono stati mangiati, sono stati attaccati da una patologia letale. Manca da tempo ormai un direttore responsabile, salvo a reggersi sull'abnegazione dei pochissimi impiegati comunali ex «lsu» compresi. E già il fatto che non si voglia coprire il posto di «direttore della biblioteca» è sintomo di indifferenza nei suoi confronti. Scarsissimi poi i mezzi a disposizione, soldi compresi, che ne fanno la «Cenerentola» delle istituzioni municipali. Emeroteca quasi depauperata, a causa del mancato aggiornamento delle riviste specializzate. Logistica pressochè precaria. Insomma una situazione al limite della decenza. Gli addetti ai lavori si stanno mangiando ancora le mani perchè un momento per risollevarla ci fu. Quando arrivò la proposta da parte del direttore della biblioteca provinciale, Franco Mercurio, di inserire nel progetto che lanciò «La Magna Capitana» quella di Lucera. Un progetto poi finanziato da un «por» regionale apposito che avrebbe apportato risorse per diverse centinaia di migliaia di euro. Una occasione persa nel 2005 anche per beghe politiche interne all'amministrazione civica. Ora ci si piange addosso o meglio nemmeno si piange. Intanto per promuovere la lettura, nell'ambito dell'iniziativa nazionale «Ottobre, piovono libri» promossa dal Ministero dei beni culturali, dall'Istituto per il libro, dall'Anci, dall'Upi e dalla Conferenza Stato-Regioni, la biblioteca ha deciso di «trasferirsi» all'interno del carcere cittadino. Dove fino a venerdi prossimo si privilegerà un altro luogo di lettura consapevole.
LUCERA Allarme topi in biblioteca. Tracce nella Ruggero Bonghi di palazzo Mozzagrugno
La biblioteca di Lucera, Palazzo Mozzagrugno, è stata colpita da un problema di roditori, che hanno mangiato una seicentina abilmente rosicchiata e quasi dimezzata. Lo studente che ha ricevuto l'opera ha rifiutato di accettarla e lo stesso ha fatto l'amministratore comunale, Giuseppe De Biase, che ha promesso di porre riparo al problema. Tuttavia, la biblioteca è stata lasciata in condizioni precarie per anni, con libri antichi attaccati da una patologia letale e scarsissimi mezzi a disposizione. La situazione è stata aggravata dalla mancanza di un direttore responsabile e dalla scarsità di risorse finanziarie.
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