La Quadriennale di Roma inaugura oggi la sua nuova sede a Villa Carpegna, dove si è trasferita due anni fa dal Palazzo delle Esposizioni. Sono stati completamente ristrutturati i due edifici storici, il casino nobile e il casale ottocentesco. Gino Agnese, il biografo di Boccioni e Marinetti. presidente della Quadriennale dalla fine del 2002 che si è occupato personalmente dei lavori di restauro, mi accompagna nella visita dell'antica villa del Seicento che fu la residenza del Cardinale Vicario di Roma dal 1671 al 1714. Gaspare di Carpegna, un appassionato collezionista e cultore dell'arte, che l'aveva decorata con deliziosi affreschi. I discendenti del cardinale nel 1902 la cedettero alla baronessa olandese Caterina von Scheyns, donna anticonformista e amante della modernità, amica di Marconi, molto legata al Vaticano tanto che destinò il casale ad esercizi spirituali per prelati. Tra essi, fu ospite Angelo Roncalli che vi soggiornò prima di diventare vescovo. La villa fu poi acquisita dal Comune e, quando la Quadriennale nel 2004 dovette abbandonare il Palazzo delle Esposizioni che l'ospitava fin dagli anni Venti, Agnese la scelse come nuova sede dell'istituzione. L'archivio - che era stato riordinato nel 1997 per iniziativa del direttore generale Barbara Baccagnella e del presidente di allora, la studiosa e critica d'arte Lorenza Trucchi - e la biblioteca sono stati sistemati nel casale ottocentesco. Questo prezioso patrimonio, che contiene anche importanti epistolari come quello di Boccioni, è il cuore dell'istituzione. Si è arricchito per gli acquisti di nuovi materiali, oltre che per i fondi personali acquisiti tra il 2003 e il 2004 tra cui quelli dell'artista Ercole Drei, del pittore e scrittore Nino Bertotti e della gallerista Elena Lacava. L'archivio, in gran parte informatizzato, dispone di un ambiente di armadi compattati che hanno il vantaggio di contenere in un piccolo spazio una grande quantità di documenti e vi sono raccolti 13.700 fascicoli su artisti del Novecento e contemporanei, 2.000 fascicoli sull'attività svolta, un fondo fotografico che va dal 1931 a oggi con oltre 30 mila fotografie di cui 8.000 riproducono opere: unica testimonianza certa che esse siano state esposte alla Quadriennale. La biblioteca comprende 30 mila volumi tra cataloghi di mostre, monografie e saggi. La rassegna stampa è una miniera di notizie importanti. La direttrice dell'archivio mi mostra i giornali della prima Quadriennale del 1931 con le critiche ad artisti famosi come Mancini e Medardo Rossi. Si può ora studiare la storia dell'arte contemporanea fino agli artisti delle ultime generazioni, mentre prima gli studiosi dovevano sperare di poter consultare gli archivi della Galleria nazionale d'arte moderna, del Palazzo Venezia o della biblioteca dell'Università che non erano aggiornati oltre ad essere spesso di difficile accesso. Due sale del casale del casino nobile completamente restaurate sono state attrezzate per convegni, esposizioni e mostre anche di giovani artisti e presentazione di libri. Nel suo studio dove ci guardano dalle pareti le foto di De Chirico e di Boccioni accanto a un quadro di Carlo Belli, il presidente mi parla degli artisti emersi nelle Quadriennali. In quella del '35 si sono affacciati alla notorietà Fontana, Afro, Caporossi, il grande scultore Marini e c'erano le personali di Scipione e Mafai, nel '48 fu celebrato Emilio Greco, mentre nel '96 si dette spazio alle performance di Maurizio Cattelan e nel 2005 esposero due giovani, già di fama mondiale, Francesco Vezzoli e Pietro Roccasalva.
Villa Carpegna. Nuova sede per la Quadriennale e un archivio con 13.770 fascicoli
La Quadriennale di Roma ha inaugurato la sua nuova sede a Villa Carpegna, dove si è trasferita due anni fa dal Palazzo delle Esposizioni. I due edifici storici sono stati completamente ristrutturati. La villa fu la residenza del Cardinale Vicario di Roma dal 1671 al 1714 e fu decorata con affreschi. La Quadriennale ha acquistato l'edificio e ha sistemato l'archivio e la biblioteca nel casale ottocentesco. L'archivio contiene 13.700 fascicoli su artisti del Novecento e contemporanei, mentre la biblioteca comprende 30 mila volumi. La rassegna stampa è una miniera di notizie importanti.
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