L'Italia del turismo rischia un clamoroso autogol. Dalla Germania, tradizionale serbatoio di clienti per il Belpaese, è partita in questi giorni la fronda dei tour operator che stanno contestando la possibilità offerta dal Governo ai Comuni, con la bozza di Finanziaria 2007, di poter imporre una tassa di soggiorno. DaTuiaRda, daDertour aSil-verjet e Langhout, i colossi che portano milioni di turisti nel nostro Paese stanno prendendo carta e penna per scrivere a Palazzo Chigi, destinatari il premier Romano Prodi e il vicepremier FrancescoILulelli. Poche righe per bocciare l'idea della tassa di soggiorno come una mossa che, da un lato, scredita l'immagine dell'Italia e, dall'altro, crea caos su un mercato turistico dove gli accordi commerciali sono già definiti per i prossimi mesi. Oltretutto i tedeschi, i cuipernotta-menti sono in calo, già si lamentano dei prezzi elevati. E come ricorda il presidente del Touring club, Roberto Ruozi, dalla tassa di soggiorno potrebbe derivare una bolletta fino a 1,7 miliardi di euro che - oltre a pesare soprattutto sui turisti italiani - graverebbe per intero sui propositi di rilancio del settore delineati dal Governo. Servìzi pagina 15 Turismo. I gruppi del Nord Europa si aggiungono a giapponesi e statunitensi: possibili ripercussioni sugli arrivi «Cancellate la tassa di soggiorno» La rivolta dei tour operator di Berlino: raffica di lettere a Prodi e Vincenzo Chierchia MILANO m I tour operator europei, con i tedeschi in prima fila, sono insorti contro la decisione del Governo italiano di dar ma-no libera ai Comuni per imporre le tasse di soggiorno sui turisti. Tasse, abolite all'inizio degli anni 90, e che dovrebbero avere un tetto massimo di 5 euro procapite al giorno. Una raffica di lettere (che fa seguito alla presa di posizione dei tour operator giapponesi e americani dei giorni scorsi) sta partendo in questi giorni dal Nord Europa all'indirizzo di Palazzo Chigi, con il premier Romano Prodi e il vicepremier Francesco .Entelli come destinatari. L'appello al Governo A scendere in campo sono stati i principali gruppi delle vacanze che muovono una decina di milioni di turisti nordeuropei verso l'Italia ogni anno: dalla Langhout alla Dertour e alla Rda, dalla Thomas Cook alla Sembo, dalla Silverjet alla Tui. Nella lettera che sta arrivando a Roma dalle varie sedi dei tour operator si chiede innanzitutto la cancellazione totale della tassa di soggiorno, perché danneggia m maniera pesante l'immagine dell'Italia sui mercati e potrà provocare contraccolpi sugli arrivi, visto che rafforza l'idea che il Belpaese sia una delle destinazioni più care. I tour operator fanno presente che i cataloghi di viaggio e gli accordi commerciali sono stati già stipulati con i partner italiani sulla base delle vecchie tariffe e che difficilmente i turisti nordeuropei tollereranno degli extra-costi che non comprenderanno. Secondo i tour operator la tassa di soggiorno dirotterà molti potenziali turisti verso altre destinazioni mediterranee con un migliore rapporto tra prezzo e qualità. Sotto tiro anche i ticket sui bus in molte città italiane. Sul fronte domestico è sceso in campo il consorzio Incomimg Italia, che rappresenta il principale partner per i tour operator stranieri, con oltre 6 milioni di turisti esteri l'anno. «Anche noi abbiamo scritto una lettera a Prodi e Rutelli spiega Mally Mamberto, presidente del consorzio la tassa di soggiorno sarebbe un colpo ferale per il turismo». La tassa di soggiorno era stata già bocciata anche dalle Regioni e dalle associazioni degli operatori (Federturismo, Confturismo e Assoturismo). La ripresa è a rischio La sollevazione di scudi da parte degli operatori internazionale cade peraltro in un momento di recupero del settore turistico. Nei primi sette mesi dell'anno gli arrivi di visitatori dall'estero sono aumentati del 10,1 a quota 23,8 milioni. I pernottamenti - grazie alla forte crescita di luglio, 14,5 sono in aumento del 4,2 a quota 198,9 milioni. La spesa dei turisti esteri pari a 17,8 miliardi di euro tra gennaio e luglio sta crescendo quest'anno del 9,3 portando l'attivo valutario oltre quota 8 miliardi (26,1). Va peraltro rimarcato che il risultato registrato dall'Uic-Bankitalia sugli arrivi tra gennaio e luglio è il migliore degli ultimi cinque Anni. w.;: La ripresa è trainata dal ritorno di americani giapponesi e nordeuropei, cui si è aggiunta la crescita di russi, polacchi e di un tutto l'est Europa. In netta controtendenza purtroppo proprio i tedeschi, che continuano a perdere colpi. Il Sole 24 ore, 10-OTT-2006 Tour operator all'attacco. L'Italia tassa il turismo? Dalla Germania parte la rivolta Vincenzo Chierchia L'Italia del turismo rischia un clamoroso autogol. Dalla Germania, tradizionale serbatoio di clienti per il Belpaese, è partita in questi giorni la fronda dei tour operator che stanno contestando la possibilità offerta dal Governo ai Comuni, con la bozza di Finanziaria 2007, di poter imporre una tassa di soggiorno. DaTuiaRda, daDertour aSil-verjet e Langhout, i colossi che portano milioni di turisti nel nostro Paese stanno prendendo carta e penna per scrivere a Palazzo Chigi, destinatari il premier Romano Prodi e il vicepremier FrancescoILulelli. Poche righe per bocciare l'idea della tassa di soggiorno come una mossa che, da un lato, scredita l'immagine dell'Italia e, dall'altro, crea caos su un mercato turistico dove gli accordi commerciali sono già definiti per i prossimi mesi. Oltretutto i tedeschi, i cuipernotta-menti sono in calo, già si lamentano dei prezzi elevati. E come ricorda il presidente del Touring club, Roberto Ruozi, dalla tassa di soggiorno potrebbe derivare una bolletta fino a 1,7 miliardi di euro che - oltre a pesare soprattutto sui turisti italiani - graverebbe per intero sui propositi di rilancio del settore delineati dal Governo. Servìzi pagina 15 Turismo. I gruppi del Nord Europa si aggiungono a giapponesi e statunitensi: possibili ripercussioni sugli arrivi «Cancellate la tassa di soggiorno» La rivolta dei tour operator di Berlino: raffica di lettere a Prodi e Vincenzo Chierchia MILANO m I tour operator europei, con i tedeschi in prima fila, sono insorti contro la decisione del Governo italiano di dar ma-no libera ai Comuni per imporre le tasse di soggiorno sui turisti. Tasse, abolite all'inizio degli anni 90, e che dovrebbero avere un tetto massimo di 5 euro procapite al giorno. Una raffica di lettere (che fa seguito alla presa di posizione dei tour operator giapponesi e americani dei giorni scorsi) sta partendo in questi giorni dal Nord Europa all'indirizzo di Palazzo Chigi, con il premier Romano Prodi e il vicepremier Francesco .Entelli come destinatari. L'appello al Governo A scendere in campo sono stati i principali gruppi delle vacanze che muovono una decina di milioni di turisti nordeuropei verso l'Italia ogni anno: dalla Langhout alla Dertour e alla Rda, dalla Thomas Cook alla Sembo, dalla Silverjet alla Tui. Nella lettera che sta arrivando a Roma dalle varie sedi dei tour operator si chiede innanzitutto la cancellazione totale della tassa di soggiorno, perché danneggia m maniera pesante l'immagine dell'Italia sui mercati e potrà provocare contraccolpi sugli arrivi, visto che rafforza l'idea che il Belpaese sia una delle destinazioni più care. I tour operator fanno presente che i cataloghi di viaggio e gli accordi commerciali sono stati già stipulati con i partner italiani sulla base delle vecchie tariffe e che difficilmente i turisti nordeuropei tollereranno degli extra-costi che non comprenderanno. Secondo i tour operator la tassa di soggiorno dirotterà molti potenziali turisti verso altre destinazioni mediterranee con un migliore rapporto tra prezzo e qualità. Sotto tiro anche i ticket sui bus in molte città italiane. Sul fronte domestico è sceso in campo il consorzio Incomimg Italia, che rappresenta il principale partner per i tour operator stranieri, con oltre 6 milioni di turisti esteri l'anno. «Anche noi abbiamo scritto una lettera a Prodi e Rutelli spiega Mally Mamberto, presidente del consorzio la tassa di soggiorno sarebbe un colpo ferale per il turismo». La tassa di soggiorno era stata già bocciata anche dalle Regioni e dalle associazioni degli operatori (Federturismo, Confturismo e Assoturismo). La ripresa è a rischio La sollevazione di scudi da parte degli operatori internazionale cade peraltro in un momento di recupero del settore turistico. Nei primi sette mesi dell'anno gli arrivi di visitatori dall'estero sono aumentati del 10,1 a quota 23,8 milioni. I pernottamenti - grazie alla forte crescita di luglio, 14,5 sono in aumento del 4,2 a quota 198,9 milioni. La spesa dei turisti esteri pari a 17,8 miliardi di euro tra gennaio e luglio sta crescendo quest'anno del 9,3 portando l'attivo valutario oltre quota 8 miliardi (26,1). Va peraltro rimarcato che il risultato registrato dall'Uic-Bankitalia sugli arrivi tra gennaio e luglio è il migliore degli ultimi cinque Anni. w.;: La ripresa è trainata dal ritorno di americani giapponesi e nordeuropei, cui si è aggiunta la crescita di russi, polacchi e di un tutto l'est Europa. In netta controtendenza purtroppo proprio i tedeschi, che continuano a perdere colpi.