Restaurata la statua del principe Tommaso, i lavori finiranno nel 2008 Le tecniche Usato il laser, schedati migliaia dì cocci sparsi nell'incendio del 1997 II marmo proviene dalle cave di Frabosa II Principe Tommaso di Savoia è guarito. La sua statua, nella Cappella della Sindone, è infine del tutto ricomposta nelle membra. Cinge di nuovo la spada, nel candore di un marmo ripulito dalla patina gialla e dalle fuligginose colure che lo avevano lordato da capo a piedi. Dopo sei mesi di interventi delicati, sovente condotti a colpi di laser, ha ritrovato la spalla, il braccio destro e l'avambraccio sinistro, che il rogo del 1997 le aveva strappato. Le ferite fessurate sono rimarginate. Anche il leone che giace ai piedi ha di nuovo il muso. Le fiamme lo avevano dilaniato, massacrando la coscia, un gluteo e la coda. Per poi infierire sul resto del gruppo marmoreo. Un Apollo, a fianco del principe, era stato decapitato, con la testa spezzata e privata del naso, con il busto reso monco della spalla e di un braccio. Sono stati recuperati e ricollocati, come il braccio della Vittoria che completa il monumento, saldato al suo busto grazie a un tutore d'acciaio inox, invisibile al pubblico. Il «miracolo» è frutto della perizia dei restauratori guidati da Giorgio Cragnotti, sotto la direzione di Mirella Macera. Hanno messo a frutto i fondi che i lettori de «La Stampa» nove anni fa avevano offerto a «Specchio dei tempi» per risanare le statue e l'altare della Cappella. Non è stato un lavoro facile. Ha richiesto il recupero, la ricognizione e la schedatura della miriade di cocci che la tempesta di fuoco aveva sparso nell'aula. Quelli riconoscibili sono più di 6 mila. Raccolti in 170 casse, sono stati riuniti in un magazzino che li ha riaccostati gli uni agli altri, per consentire poi la loro posa ragionata sui monumenti, dopo approfondite indagini diagnostiche, per ricucirli alla perfezione. La statua del principe Tommaso è stata la prima ad essere risanata. Le tecniche sperimentate saranno riproposte sui ceno-tafi di Emanuele Filiberto di Savoia, di Carlo Emanuele II e di Vittorio Amedeo IL I lavori verranno appaltati entro la fine dell'anno, per concludersi alla fine dell'estate del 2007. «Gli eccellenti risultati ottenuti - nota Mario Turetta, direttore regionale dei Beni Culturali - ci inducono all'ottimismo. Se non ci saranno inconvenienti, credo che il restauro della Cappella potrà essere compiuto entro la fine del 2008, un anno prima di quanto avevamo previsto». Il recupero dei monumenti sarà affiancato da quello delle superfici murarie e del loro ordito decorativo. Sono state sperimentate varie tecniche di consolidamento e di risanamento. Saranno applicate a seconda del degrado da risanare. Intanto dalle cave di Frabosa sono stati rintracciati e già condotti in cantiere blocchi di marmo, per sostituire i conci irrecuperabili della Cappella. «Si tratta per lo più di marmo bigio - spiegano i restauratori -che è stato rinvenuto in abbondanza. Ricostituirà le colonne delle edicole e dei finestroni del terzo livello della Cappella. Mentre il marmo nero rintracciato non è sufficiente al fabbisogno e la sua estrazione è risultata troppo difficile e cara. Così, su indicazione del professor Maurizio Gomez del Politecnico di Torino, verrà sostituito con un altro marmo di Frabosa, detto "Nero Vallone". Lo impiegheremo per sostituire le lesene del primo livello ad alcune colonne andate distrutte». E l'altare? «Sarà risanato all'ultimo» nota Macera. «Ritroverà le sue parti lignee, che stiamo già ridisegnando, sulla scorta di foto "d'epoca». Chi voglia seguire le opere può già farlo in diretta su Internet: www.cantieresindone.it.