L'edificio è opera architettonica ma il Comune aggiunge un pezzo Se alla Barcaccia, in piazza di Spagna, il Campidoglio facesse aggiungere una bella vela in travertino? E se all'Elefantino della Minerva venisse tolto l'obelisco che ha sulla groppa? E, andando in Francia, se la Mairie parigina applicasse una bella sfera d'acciaio sull'apice della Piramide del Louvre? L'ironia del progettista: «La garanzia di integrità? Un palazzo per il centrosinistra e uno per il centrodestra» I migliori romani e parigini insorgerebbero e, tra lo scherno degli uni e lo sdegno di altri cittadini, i promotori di questi «ritocchi» architettonici verrebbero condannati alla gogna e, forse, mandati a casa alla prima occasione elettorale. Ma la trasformazione con cui il tempo modella le città, i quartieri, gli edifici risparmia di solito le grandi opere d'architettura, quelle che esprimono più adeguatamente la qualità nel costruire. Per questo oggi possiamo ammirare, come in un museo, tanti monumenti che ricordano la storia della Città Eterna. Qualche volta ciò non accade e in un bimillenario Teatro di Marcello si trovano interi appartamenti medievali tra le arcate superiori dell'emiciclo. Spesso a queste «contaminazioni» storiche si affiancano, in architetture di elevata qualità, abusivismi e interventi comunque di pessimo gusto. È il caso della «palazzina Furmanik» di De Renzi e Calza Bini, al Lungotevere Flaminio, trasformata anni fa da capolavoro del Novecento in banale costruzione per uffici. È il caso di una ingombrante struttura in profilati di alluminio letteralmente aggiunta in questi giorni all'edificio comunale di Fiumicino, un'opera recentissima che si è guadagnata un posto nei più prestigiosi cataloghi dell'architettura internazionale contemporanea. Alessandro Anselmi, uno dei più noti progettisti italiani autore (con Castelli, Russo e Pascalino) dell'opera, non è stato neppure avvertito dell'intervento. Visto che si tratta di una ennesima pesante violazione di quel «diritto d'autore» ormai riconosciuto anche ai progettisti, il mondo degli architetti è insorto, dimenticando rivalità e antagonismi che caratterizzano la categoria. Un «appello per la salvaguardia dell'edificio municipale di Fiumicino» è stato sottoscritto da decine di noti architetti e docenti universitari tra i quali Portoghesi, Purini, Schiattarella, Dal Co, Desideri, Cao, Cellini, Ciucci, Manieri Elia, Barbera, Pazzaglini, Ghio, Benedetti, Muratore, Passarelli, Modigliani e Montuori. I sottoscrittori rilevano anche la necessità di sottoporre l'edificio ad una normale manutenzione, sorprendentemente mai attuata dalla sua inaugurazione tre anni fa. Pio Baldi, che da anni si batte come dirigente dei Beni culturali nel settore dell'arte contemporanea (Darc) perla tutela dell'architettura, ha preso una posizione ufficiale intimando al Comune di Fiumicino di applicare il decreto ministeriale che riconosce all'edificio di Anselmi «un importante carattere artistico che ne merita la conservazione dell'immagine e dell'integrità». Una definizione che impone il ricorso allo stesso progettista in caso di qual-siasi modifica. «E allora faremo ricorso contro il decreto -annuncia Mario Canapini, sindaco Udc di Fiumicino-. L'intero edificio non è funzionale, si impongono alcune modifiche che i nostri uffici tecnici stanno introducen-do. Quest'opera, d'altra parte, non mi sembra di particolare pregio architettonico anche se Anselmi è un buon architetto». Controcanto del suo predecessore, il diessino Giancarlo Bozzetto: «II centrodestra che amministra la città non sa cosa sia la cultura. Noi avevamo iniziato, con una serie di iniziative, la riqualificazione urbanistica di Fiumicino, devastato dall'abusivismo, e loro hanno fermato tutto. La settecentesca Villa Guglielmi, restaurata per diventare un centro culturale, è stata lasciata andare in malora. Si stanno prendendo una rivincita politica perché a suo tempo votarono contro il progetto Anselmi». L'architetto allarga le braccia: «A Fiumicino ci dovrebbero essere due palazzi municipali, uno gradito al centrosinistra, l'altro al centrodestra. Solo così si potrebbe avere la garanzia che i progetti verrebbero rispettati». E con i suoi colleghi spiega che il loro edificio, in previsione di un decentramento funzionale, decise funzioni e forme rappresentative atte a rappresentare un vero e proprio centro cittadino, una «piazza italiana» su cui affacciano una sala per matrimoni, l'ufficio turistico, una banca e una caffetteria che ne esalti l'utilizzazione sociale. Messo da parte il decentramento, ecco il bisogno di recuperare la centralità della sede comunale trasformando spazi aperti in cubature racchiuse da vetro e alluminio.
Fiumicino, appello degli architetti per salvare l'edificio di Anselmi. Il Comune modifica la struttura nonostante l'opera sia vincolata
Il Comune di Fiumicino ha aggiunto una struttura in profilati di alluminio all'edificio municipale, opera recente di Alessandro Anselmi, senza consultare il progettista. Questo ha scatenato l'indignazione del mondo degli architetti, che ha sottoscritto un appello per la salvaguardia dell'edificio. I sottoscrittori rilevano anche la necessità di una normale manutenzione, che non è stata attuata dalla sua inaugurazione tre anni fa. Pio Baldi, dirigente dei Beni culturali, ha preso una posizione ufficiale intimando al Comune di Fiumicino di applicare il decreto ministeriale che riconosce all'edificio un importante carattere artistico.
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