SPINETOLI- Un progetto nazionale per trovare l'antica città romana lungo la Salaria a Spinetoli. E' l'intenzione della Soprintendenza archeologica di Ancona e della Provincia di Ascoli Piceno per svelare il mistero del sito archeologico venuto alla luce lo scorso luglio. Un ritrovamento eccezionale che ogni giorno riserva sorprese allo staff di tecnici e archeologi impiegati nelle operazioni di scavo. Settanta tombe, scheletri ancora conservati e tanti oggetti trovati nel corredo funerario: calzari, monete, specchi, noci e resti delle antiche casse di legno. E ancora: resti di antichi riti funebri con la cremazione del morto con tanto di pire e terra bruciata ancora visibile. E' questo il "tesoro" che sta emergendo. «Presenteremo al Ministero dei Beni Culturali un progetto per la prosecuzione degli scavi e l'allestimento di un museo a Spinetoli -dice Emidio Mandozzi, vice presidente della Provincia- Ci sono documenti che testimoniano la presenza di tombe scoperte negli anni '70. Questa volta non vogliamo che i reperti trovati a Spinetoli finiscano al di fuori del territorio. Tutta la Vallata del Tronto è interessante dal punto di vista archeologico». La necropoli sulla Salaria sta attirando l'attenzione di studiosi ed esperti di livello nazionale. Insieme alle Università di Macerata e di Camerino, anche l'ateneo di Siena studierà il sito archeologico. In particolar modo, il professor Mauro Coltorti, ordinario di geomorfologia ha prelevato dei campioni di terreno per analizzarli in laboratorio. Saranno analizzati anche i denti ritrovati grazie ad uno studio dell'Università di Macerata. «La Valle del Tronto è sicuramente un sito da tenere sotto osservazione -dice il prof. Coltorti- e presto uscirà anche un libro realizzato dall'Università di Siena». Nel sito sotto l'attenta direzione dell'archeologa Mara Miritello, sono al lavoro anche gli studenti dell'Università degli studi di Camerino grazie ad una borsa di studio offerta dal Comune di Spinetoli. «Si può ipotizzare la presenza di circa trecento persone sepolte nella necropoli -dice l'arch. Miritello- risalenti al II secolo d.c.». Insieme agli archeologi Miritello e Luca Speranza, lavorano il geologo Andrea Mora e i laureati Jessica Di Filippo, Laura Balestra, Marco Antognozzi, Serena Piva, Luana Lappa, Morena Parisciani ed Elisa Sgariglia. Re.Pie.