«Per adesso 0 consiglio di amministrazione della Fondazione Accorsi ha deciso di non decidere». Per adesso. Ma il futuro di 29 dipendenti del Museo di arti decorative torinese rimane ancora appeso ai quei60mila euro che Comune e Regione hanno promesso in primavera e che, in autunno inoltrato, ancora tardano ad arrivare. Quello di ieri mattina avrebbe dovuto essere l'appuntamento decisivo, ma si è risolto con un nulla di fatto. Il consiglio di amministrazione, di cui fanno parte come soci di minoranza anche Città di Torino e Regione, si è riunito a porte chiuse (in senso letterale, visto che a dipendenti e rappresentanti delle rsu è stato addirittura impedito di varcare il cancello d'ingresso del Museo fino alle 14) per discutere delle voci che da mesi si inseguo-no dentro e fuori dalle sale di via Po. Voci che parlano di crescenti difficoltà economiche e della presunta intenzione di tagliare tutte le attività didattiche del Museo. Addirittura, di abbandonarlo al suo destino invocando il famigerato «articolo 20», che pre-vederebbe, in caso di fallimento, la vendita all'asta dei beni museali e la donazione del ricavato al Cottolengo. «Per adesso il consiglio di amministrazione ha annunciato che non effettuerà tagli immediati», spiega Dante Ajetti della Cgil, che con Rossano Ciuffi della Uil Spl segue da quasi un anno la situazione dei dipendenti dell'Accorsi. «I rappresentanti delle istituzioni (erano presenti Fiorenzo Alfieri per il Comune ed Elsa For-nero per la Regione, ndr) hanno confermato l'intenzione di supportare la Fondazione con lo stanziamento previsto di lOOmi-la euro, di cui 40mila già liquidati. Ma a destare la nostra perplessità e, soprattutto, preoccupazione nei dipendenti - continua Ajetti -, è il fatto che il Museo, che già nel 2006 aveva limitato le prò -prie attività, non abbia ancora messo in programma alcuna iniziativa per il 2007». La prossima riunione del consiglio di amministrazione è stata fissata per la metà di novembre. [IDot]
Comune e Regione fanno melina sul Museo Accorsi
Il consiglio di amministrazione della Fondazione Accorsi ha deciso di non prendere una decisione immediata sul futuro dei 29 dipendenti del Museo di arti decorative torinese. I dipendenti, che aspettano lo stanziamento di 60mila euro promesso dal Comune e dalla Regione, hanno espresso preoccupazione per le difficoltà economiche e per la presunta intenzione di tagliare le attività didattiche del Museo. Il consiglio di amministrazione ha annunciato che non effettuerà tagli immediati, ma ha fissato la prossima riunione per la metà di novembre. I rappresentanti delle istituzioni hanno confermato l'intenzione di supportare la Fondazione con lo stanziamento previsto.
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