GRANDE entusiasmo per il primo tour archeologico, ieri ad Ardea, in occasione della posa delle targhe e le planimetrie che descrivono i sedici siti archeologici. A fare gli onori di casa il sindaco di Ardea, Carlo Eufemi. Erano presenti anche il presidente del consiglio del XII Municipio, Augusto Culasso, il presidente dell'associazione Impegno Cittadino, Alessandro Doro, l'archeologo Francesco Di Mario, coordinatore di tutte le attività in corso presso i siti archeologici di Ardea per conto della Soprintendenza ai Beni archeologici del Lazio, e l'assessore alla cultura ed archeologia di Ardea, Giovanni Cucuzza (nella foto). Ieri c'è stata la presentazione e la prima visita ufficiale del tour archeologico che ha attirato numerosi visitatori. Ma il fiore all'occhiello di queste testimonianze è stato senza dubbio l'antico porto rutulo ubicato alla foce del Fosso dell'Incastro. Una zona di particolare suggestione e grazie all'impegno della Soprintendenza, i lavori di scavo stanno portando alla luce un immenso tesoro d'arte rimasto nascosto per circa duemila anni. «Oggi, con la scoperta delle insegne dei vari siti - ha detto il sindaco di Ardea, Carlo Eufemi - bisogna rivalutare la storia di Ardea che è vanto del popolo rutulo». Anche il presidente del consiglio del XII Municipio, Culasso, si è complimentato con l'archeologo Di Mario: «ammirazione e plausi per come gli scavi e la storia di questi luoghi stia valorizzando l'intero patrimonio archeologico di Ardea».
Tour archeologico, un paniere di consensi
Ieri, ad Ardea, è stato inaugurato il primo tour archeologico, con la posa delle targhe e le planimetrie dei sedici siti archeologici. Il sindaco Carlo Eufemi, il presidente del consiglio del XII Municipio Augusto Culasso, l'archeologo Francesco Di Mario e l'assessore alla cultura ed archeologia Giovanni Cucuzza sono stati presenti. Il tour ha attirato numerosi visitatori e il fiore all'occhiello è stato l'antico porto rutulo, dove i lavori di scavo stanno portando alla luce un immenso tesoro d'arte. Il sindaco ha detto che la scoperta delle insegne dei vari siti deve rivalutare la storia di Ardea, vanto del popolo rutulo.
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