Le eredi al sindaco «Incontro, ma a Roma» II sindaco Michele Emiliano le aveva convocate in un incontro, da tenersi oggi pomeriggio in Comune. Ma le proprietarie del teatro Petruzzelli intendono vedersi sì, ma a Roma, al Ministero, dove fu stipulato il protocollo d'intesa e dove «anche i muri sanno quale matrimonio indissolubile esso rappresentò». Scambio di lettere e telegrammi tra Bari e Roma e il tema è ancora quello del Petruzzelli, ma questa volta si parla dell'esproprio, nuova patata bollente dopo il decreto votato la settimana scorsa a Roma, con cui si è stabilito il passaggio del teatro al Comune di Bari, dietro il pagamento di un indennizzo alla famiglia pro-prietaria. Le Messeni Nemagna hanno scritto parole di fuoco, appellandosi al Governo e chiedendo u-na commissione parlamentar e : «Noi sottoscritte com-proprietarie del Teatro Petruzzelli di Bari, costruito dai nostri avi con grandi sacrifici ai primi del 900 e divenuto uno dei primi teatri in Europa, dopo a-ver patito il devastante incendio doloso del 1991 ancora impunito dallo Stato, siamo ora vittime sbigottite ed incolpevoli anche di un inatteso e-sproprio attuato mediante decreto legge collegato alla Finanziaria 2007». n telegramma è stato inviato a Prodi, a D'Alema, Rutelli, ai presidenti di Camera e Senato, Bertinotti e Marini, e per conoscenza al capo dello Stato, Napolitano. La firma è del 75 delle eredi del Petruzzelli, assistite dall'avvocato Ascanio Amenduni. Secondo le eredi, l'esproprio è in contrasto con gli articoli 3, 24, 42, 43, e 77 della Costituzione, oltre che «in violazione vergognosa del Protocollo d'intesa del 21.11.2002». Le eredi, tramite il legale, scrivono che gli enti locali non hanno adempiuto alla ricostruzione, «incorrendo in gravissime responsabilità risarcitone che il decreto legge di esproprio vorrebbe neutralizzare, ' in manifesto conflitto di interessi dell'Ente pubblico beneficiario, Comune di Bari, premiato anziché sanzionato, per la sua i-nerzia». Nella sua protesta, la famiglia tra l'altro parla di violazione della Convenzione europea dei Diritti umani e chiede: «1) l'immediata revoca o non conversione del decreto legge; 2) l'istituzione, previa indagine conoscitiva, di una commissione parlamentare di inchiesta, anche per capire se il decreto «sia nato da una concertazione preventiva tra gli enti territoriali ed il governo o ministero per i Beni Culturali». Quanto all'incontro voluto dal sindaco, il legale Amenduni lo definisce «convocato in modo unilaterale» e sottolinea che «le mie assistite lamentano di non aver ricevuto risposta alle proprie ripetute richieste d'incontro ante e-sproprio». Ricordando la convenzione del 2002, il legale dice che «chi è stato infedele a quel matrimonio - conclude Amenduni - dovrebbe provare vergogna per il colpo infer-to allo stato di diritto ed all'affidabilità delle istituzioni pubbliche». «Noi ci schieriamo dalla parte di tutti i cittadini che vogliono al più presto tornare a frequentare il teatro», scrivono invece in una nota Giuseppe Rossiello e Antonio Ciuffreda, segretario provinciale e cittadino dei Ds, che difendono la norma del-l'art. 18, «atto forte e risolutivo», anche perché da un lato si raddoppia la somma promessa dei 4 milioni di euro e dall'altro si da certezza del-l'impegno dello Stato per la fruizione di un bene pubblico «o forse vogliamo ancora una volta restare prigionieri delle interminabili querelle che hanno contraddistinto gli anni passati? L'unico spettacolo cui abbiamo assistito è quello di un rudere al posto di uno splendido teatro». «La città rimarrà grata per sempre - si legge ancora nel comunicato Ds - alla famiglia che ha costruito il teatro su luogo pubblico. Con gli eredi si deve trovare un giusto accordo. Ma, finalmente, da oggi, si può ricostruire per davvero e per intero il Petruzzelli. Nel dibattito parlamentare in corso, ovviamente forte si leverà la voce dei parlamentari baresi per l'approvazione di questo importante provvedimento». Sulla vicenda, interviene anche l'on. Raffaele Fitto, coordinatore regionale Forza Italia Puglia, definendo l'esproprio «inutile, tardivo, dannoso e contrario alla Costituzione». In passato - dice l'ex presidente della Regione - io stesso avevo proposto come estrema ratio, la possibilità di arrivare ad un esproprio, quando Enti Locali e ministero non riuscivano in alcun modo a sottoscrivere l'accordo. Ma dopo il 2002 non c'era e non c'è più alcun presupposto per espropriare. Oltre al fatto che già il Comune di Bari dice di non avere i soldi sufficienti a pagare l'eventuale indennizzo ai proprietari. Non sarebbe meglio - aggiunge Fitto - limitarsi a stanziare gli ultimi fondi e farla finita?».
PETRUZZELLI, Lite dopo l'esproprio.
Il Comune di Bari ha convocato in un incontro le eredi del Teatro Petruzzelli, ma le proprietarie del teatro intendono vedersi in un luogo diverso, al Ministero dei Beni Culturali. La famiglia del teatro ha scritto una lettera al Presidente della Repubblica, chiedendo l'immediata revoca del decreto di esproprio e l'istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta. Le eredi del teatro sostengono che l'esproprio è in contrasto con la Costituzione e che il Comune di Bari non ha adempiuto alla ricostruzione del teatro.
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