Sono giunti da Boston la settimana scorsa e si mostreranno subito. Da martedì prossimo a palazzo Massimo a Roma, e poi quasi sicuramente in tour per lo stivale. Tredici capolavori che il Museum of Fine Arts ha voluto "trasferire" nel nostro Paese, da dove erano stati illecitamente sottratti. Lo hanno dimostrato le indagini dei nostri 007 dell'arte, che il museo statunitense ha verificato e accettato. Secondo dopo il Metropolitan di New York nel siglare l'accordo proposto dall'Italia, ma primo nel far varcare nuovamente l'oceano alle opere contestate. E pioniere anche per la disponibilità a instaurare con il nostro Ministero uno scambio di informazioni su future acquisizioni di opere provenienti dall'Italia. Martedì sì ammireranno dunque, per la prima volta nella penisola, enormi vasi decorati da artisti apuli e lucani, eleganti vasi attici emersi da necropoli etrusche, una base in marmo con rilievi di divinità sottratta a villa Adriana a Tivoli, e l'immenso simulacro marmoreo di Sabina, severa consorte dell'imperatore Adriano, anch'esso trovato probabilmente nell'area della villa. Non v'era perciò collocazione migliore per loro del salone del teatro di palazzo Massimo, tra capolavori in parte giunti proprio da villa Adriana. Salone che sarà addobbato a festa da preziose scenografie in nero e oro. «Perché sarà una vera festa», dice entusiasta la direttrice del museo Rita Paris. Ingresso gratuito per tutto il giorno con apertura fino a mezzanotte, concerti di melodie mozartiane e verdiane, immagini immense delle opere proiettate per tutta la sera sulla facciata del palazzo. Così il ministro Rutelli ha voluto rendere partecipi quante più persone possibile di un grande successo nella lotta contro il traffico illecito di opere d'arte. Perché questi "trasferimenti" che l'Italia sta sollecitando negli ultimi anni non sono semplici rivendicazioni di proprietà ma hanno un valore simbolico; Mirano a combattere una prassi che coinvolge sempre più la grossa criminalità mondiale e, strappando gli oggetti dal proprio contesto, ne oblitera di fatto la storia. E a favorire la collaborazione tra istituzioni culturali in nome della massima trasparenza nelle acquisizioni, e l'impegnò comune per la salvaguardia e lo studio delle testimonianze del passato. «Per questo è nostro dovere dare adesso ai capolavori la medesima rilevanza che vi abbiamo attribuito reclamando il loro ritorno», commenta il soprintendente archeologo di Roma Luigi Bottini. E in parte rispondere ai dubbi di molti collezionisti americani sulla reale volontà dell'Italia di valorizzare tali capolavori Insomma non finiranno dimenticati in magazzino come forse in passato è accaduto. Gireranno l'Italia e saranno oggetto di conferenze e dibattiti. E saranno di monito per chi nel nostro Paese continua a usare lo spillone: responsabile primo del traffico di capolavori è proprio chi clandestinamente li porta alla luce. Al termine del tour e dei bagni di folla torneranno nelle loro terre in Puglia, Lazio, Lucania. Sperabilmente in luoghi idonei e non in magazzino. Siamo pronti a verificare.