Non è canno buttare la Venere di Canova nella discarica. Se fossimo al posto di Anna Coliva, direttrice della Galleria Borghese, che ha in consegna Paolina e la tratta con ogni riguardo, ci saremmo un po' irritati per lo spot delle Giornate dell'Arte promosse dalla Fondazione Città Italia. Ma anche queste provocazioni servono: fanno capire alla gente che il patrimonio artistico è di tutti, che proteggerlo non spetta solo alle istituzioni ma anche ai singoli cittadini, e che non prendersene cura equivale, peri 'appunto, a consegnarlo agli operatori ecologici coi sacchetti della «raccolta differenziata». Non sappiamo quanto la campagna, che si conclude oggi con un concerto di Bruce Sprìngsteen a Caserta (ma non nella reggia, dopo le proteste degli ambientalisti), abbia fatto breccia nei cuori e soprattutto nei portafogli degli italiani. Questa sensibilità, molto diffusa nei Paesi anglosassoni, stenta ad attecchire alle nostre latitudini. Qui ci hanno insegnato fin da pìccoli che bisogna fare la carità ai poverì, assistere i malati, soccorrere i sofferenti. È così che si guadagna il Paradiso. Se a soffrire sono monumenti e palazzi, non è affar nostro. Ci commuoviamo agli appelli di Telethon, perché la distrofia muscolare, come il cancro, ci tocca da vicino. Le malattie delle pietre ci lasciano indifferenti. Certo, se il fisco premiasse in qualche modo lagenerosità, come in America e altrove,forse cambieremmo idea. Una commissione di esperti nominata dal vicepremier e ministro della Cultura Francesco Rutelli e presieduta da Davide Croff (Biennale di Venezia) ha sfornato un pacchetto di proposte, tra cui la deduzione dal reddito delle «erogazioni liberali» a favore di musei e opere d'arte. E lunedì scorso, parlando alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo dì Torino. Rutelli ha promesso di farle diventare legge.Ma il suo collega Tommaso Padoa Schioppo, da quell'orecchio, pare non sentirci troppo. Neppure l'8 per mille, con questa Finanziaria, si potrà dare ai beni culturali: solo alla fame nel mondo. In compenso, quanto scommettete che passerà la coraggiosa proposta del ministro per lo Sport Giovanna Melandri? Potremo dedurre le spese per la palestra ma non quelle per l'abbonamento alla Scala o l'iscrizione agli Amici di Brera. Evidentemente, malgrado le buone intenzioni di Rutelli , la prìorìtà del Governo è combattere l'obesità, non promuovere la cultura. Ignoranti,purché informa. E allora facciamo vedere quanto siamo ginnici: non potendo aggirare le strettoie del bilancio,proviamo a saltare lo steccato della nostra apatia. Lanciamo una trasmissione tv, un Telethon dell'arte. Con destinatane obiettivi chiari, procedure trasparenti e verificabili Raccogliamo fondi, che so, per Pompei, la Valle dei Templi, ville e castelli del Fai. Pochi euro a testa, e ci sentiremo tutti mecenati per una sera. In attesa degli sconti sulle tasse, se mai arriveranno.
E se facessimmo un telethon per l'arte?
Il testo è un articolo di giornale. Il riassunto è il seguente:
La campagna "Giornate dell'Arte" promossa dalla Fondazione Città Italia ha sollevato alcune critiche, in particolare per il modo in cui è stata presentata. La direttrice della Galleria Borghese, Anna Coliva, ha espresso irritazione per lo spot promozionale, che ha trattato la Venere di Canova con riguardo. Tuttavia, la campagna serve a sensibilizzare la gente sull'importanza di proteggere il patrimonio artistico e a far capire che non è solo la responsabilità delle istituzioni, ma anche dei cittadini. La campagna ha sollevato anche la questione della finanziaria, in cui non è prevista alcuna deduzione per le spese relative ai beni culturali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo