ROMAUn altro impegno internazionale italiano in campo culturale è legato alla imminente riapertura di diverse sale del museo archeologico dell'Iraq di Bagdad. Giuseppe Proietti è appena tornato a Roma dalla capitale irachena, dopo una trasferta di due giorni, per definire gli ultimi particolari. Nei primi giorni di gennaio, grazie al contributo economico e scientifico italiano, dovrebbero tornare visibili la galleria assira coni grandi rilievi dei Re, le sale islarniche, i reperti provenienti da atra. Il progetto è frutto di una collaborazione tra il ministero per i Beni e le attività culturali (Dipartimento per la ricerca e l'innovazione), il ministero degli Esteri (Direzione generale per il Mediterraneo e il Medio Oriente) e il Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per il Medio Oriente e lAsia. In quanto ai flnanziamenti, l'impegno italiano per la riapertura del museo archeologico di Bagdad è complessivamente di 320.000 euro: 130.000 verranno garantiti direttamente dal fondo per gli impegni internazionali previsti dal ministero per i Beni culturali, gli altri saranno versati dalla fondazione Banca Nazionale delle Comunicazioni. La vita quotidiana a Bagdad resta, come si sa, difficilissima: ma il ministro per le Antichità iracheno, Liwa Sumaysim (sciita del movimento sadrista) ha continuamente sollecitato l'aiuto culturale italiano perché considera la restituzione del museo alla sua attività regolare come un segnale concreto cli un possibile ritorno alla normalità. Il ministero iracheno ha anche immaginato una cooperazione con l'Italia per il restauro della cupola d'oro della moschea di Samarra, composta da settantaduemila tessere dorate, e fatta saltare in aria nell'attentato del febbraio scorso. Ma motivi di sicurezza hanno per ora sconsigliato qualsiasi sopralluogo italiano.