Una imprevedibile fatalità che solo per un caso fortunato non si è trasformata in tragedia. È accaduto venerdì pomeriggio alla Reggia, terzo ingresso (quello lato Casagiove, che si apre sul quarto cortile, adoperato, per intenderci, esclusivamente dall'Aeronautica militare e dai residenti): l'aviere di turno (militare volontario in servizio all'A.M.) apre il pesante cancello di ferro e dalla parte superiore della grossa struttura mobile si stacca una lancia che lo colpisce, di striscio, alla testa. Immediatamente soccorso, il giovane viene trasportato in ospedale, dove gli vengono praticate le cure del caso (un bel numero di punti di sutura per chiudere la ferita lacero-contusa alla testa) e tutti gli accertamenti necessari, compresa una Tac. Prognosi: trenta giorni di riposo. L'incidente, che per fortuna non ha avuto conseguenze più gravi, riporta, però, ancora una volta l'attenzione sullo stato di salute di Palazzo reale, sulle condizioni di sicurezza dell'edificio e sulle molteplici competenze cui la struttura è sottoposta. «La manutenzione è di pertinenza della Soprintendenza. Noi siamo competenti solo sulle parti che abbiamo in uso, ovvero sulle zone interne, le stanze, gli uffici, le sale di rappresentanza« spiegano dall'Aeronautica. «Il più delle volte, quindi, quando ci accorgiamo di qualcosa che non va, non possiamo fare altro che segnalare i problemi, denunciare i guasti e mettere in evidenza gli inconvenienti che pure siamo costretti a sopportare» aggiungono. «L'evento non era assolutamente prevedibile» sottolinea, dal canto suo, l'architetto Giacomo Varricchio, responsabile del Servizio prevenzione e protezione della Soprintendenza di Caserta. «Tutte le strutture in ferro del cancello erano saldate, punzonate e bullonate - precisa - dunque, siamo di fronte ad un accadimento del tutto impensabile. La probabilità che un fatto del genere potesse accadere è la stessa di una tegola che ti cade in testa mentre, per strada, cammini sotto ad un qualsiasi palazzo» sottolinea Varricchio. Peraltro il cancello che ha provocato l'incidente è un accesso di servizio, da qualche settimana adoperato solo di notte (è aperto dalle 19,30 alle 8, quando, poi, apre l'altro cancello) dai residenti e dal personale dell'Aeronautica. Nessun pericolo per l'ingresso principale, quindi, quello da cui entrano alla Reggia i turisti e i visitatori, assicurano i responsabili della Soprintendenza. Comunque, già da ieri sono al lavoro due squadre di specialisti, per riparare il cancello e per verificare, controllare e mettere in sicurezza gli altri due. «Solo un intervento, dovuto e inevitabile, visto quello che è successo» dice Varricchio. Ma una prevenzione è possibile? La domanda viene spontanea. «In questo caso davvero no» sostiene con convinzione il responsabile della sicurezza. «Si può cercare di prevenire quello che ipoteticamente è possibile che accada, non quello che è, come stavolta, davvero impensabile».