L'amministrazione deve fare cassa: l'edificio di piazza del Carmine ceduto per 766 mila euro IL COMUNE mette in vendita gli antichi palazzi nobiliari ma anche gli alloggi popolari realizzati non più di trent'anni fa. L'amministrazione municipale ha bisogno di fare cassa e soprattutto di risparmiare sulle spese per la manutenzione di edifici che da tempo non utilizza direttamente e dunque considera una inutile zavorra. Dei 22 immobili messi all'asta, ne sono stati aggiudicati cinque. Il più importante è sicuramente Palazzo Miano in piazza del Carmine: la base d'asta era di 657 euro, l'amministrazione cittadina lo ha venduto 766.719 euro. Due le offerte pervenute, mail nome del vincitore non è stato reso pubblico perché l'aggiudicazione, avvenuta in settimana, è ancora provvisoria. Come lo sono quelle per la cessione di un magazzino in via Cassari 15 (base d'asta 8.250 euro, aggiudicato a 16.591 euro) e di due appartamenti di via Maqueda: il primo aggiudicato a 207.928 euro, con il prezzo di partenza fissato in 158 mila euro, il secondo, che partiva da una base d'asta di 106.200 euro, venduto a 139.759 euro. Il Comune ha ceduto pure un'area edificabile al secondo piano in SalitaArtale Ila 12.043,50 euro. Domani si proseguirà con l'apertura delle buste per i restanti immobili. Complessivamente sono giunte agli uffici municipali 125 offerte. Ma per cinque immobili la gara è andata deserta e fra questi spicca Palazzo Sammartino in via Lungarini per il quale si partiva da una base d'asta di2.880.000 euro. Senza offerte anche cinque magazzini: in via Chiappara al Carmine, in via Sampolo e in via Costantino Nigra. «Sono soddisfatto per l'esito delle aste afferma l'assessore al Patrimonio Giuseppe Enea Sono state presentate istanze di acquisto per 17 dei 22 lotti di immobili messi in vendita e in alcuni casi le offerte hanno superato del cento per cento l'importo posto a base d'asta». Dopo la vendita dei beni posseduti nel centro storico, il Comune ha deciso anche di cedere gli immobili della periferia. Complessivamente l'amministrazione municipale è proprie-taria di 3.500 alloggi la maggior parte dei quali appartiene alla categoria dell'edilizia popolare e conta di venderne mille. Si comincerà con cento appartamenti di Borgo Nuovo. Sono stati occupati oltre dieci anni fa e adesso il Comune cerca un accordo con gli inquilini che li occupano abusivamente per regolarizzarne la posizione. Gli affittuari abusivi dovranno pagare le rate degli ultimi cinque anni, poi avranno l'opportunità di acquistare gli alloggi che hanno occupato. E sarebbe un affare perché mediamente un appartamento di Borgo Nuovo sarà ceduto per 20 mila euro. Se l'inquilino non dovesse manifestare interesse all'acquisto, la casa verrà venduta ma solo a enti che non hanno scopo di lucro i quali però dovranno garantire il diritto di locazione alla famiglia residente. La stessa operazione riguarderà la Zisa, lo Zen e Marinella. L'obiettivo non è tanto monetizzare ma ridurre le spese di manutenzione e gli oneri ai quali il Comune, nelle vesti di proprietario, è soggetto. «Non possiamo più sostenere queste spese afferma ancora Enea Non possiamo garantire le riparazioni, anche le più elementari, delle quali gli affittuari non si interessano. In due complessi edilizi di Marinella non pagano mai la bolletta dell'Amap tanto che l'azienda ha tagliato l'erogazione dell'acqua. Siamo stati costretti a farla riattivare per ragioni di igiene, ma non si può continuare con questo andazzo. Anche perché le spese sostenute dal Comune per la manutenzione del suo patrimonio sono non quantificabili». Da qui la dismissione considerata oggi oltremodo necessaria davanti alla finanziaria nazionale che ridurrà i trasferimenti statali destinati ai Comuni.