Parte domani al «Diocesano» un viaggio tra letteratura, musica e arte. Ed è solo l'inizio... E' il vicedirettore, Domenica Primerano, ad illustrarne le principali linee operative. Quale ricaduta ha avuto la mostra su Othmar Winkler? La mostra ha avuto un buon successo di pubblico. Ma soprattutto, al di là dei numeri ai quali ho sempre creduto poco, ha mosso qualcosa. I visitatori hanno apprezzato il fatto che sia stato affrontato il tema del sacro nel contemporaneo. Un tema davvero delicato: Winkler a modo suo aveva tentato di uscire dallo stereotipo, dalla stanca ripetizione di moduli del passato. Aveva attualizzato i richiami del Vangelo, talvolta con un linguaggio forte, radicale. Come dialogano arte antica e arte contemporanea? Per l'arte sacra del passato, fondamentale è stato il dialogo costruttivo tra committente e artista, un confronto che oggi pare sospeso, interrotto, come lo stesso Paolo VI sembra ammettere quando dice agli artisti: "Vi abbiamo abbandonato. Non vi abbiamo spiegato le nostre cose". L'arte antica può quindi dare la misura di quanto importante sia, anche nella produzione contemporanea, il sapersi confrontare. Il suo museo si sta aprendo a nuovi campi di indagine? Le iniziative più legate alla fisionomia del nostro museo ovviamente continuano: penso alla mostra «Sacre trasparenze. Antiche icone romene su vetro dalla Transilvania» che si aprirà il prossimo novembre. Ma accanto a queste proposte, intendiamo proseguire sulla strada del contemporaneo. Per la prossima estate è in programma la mostra «Tullio Garbali. Lo sguardo severo della bontà». Lei parla sempre di mostre e mai di eventi. Perché? L'attività del nostro museo si è sempre caratterizzata per il forte legame con il territorio: le mostre che abbiamo organizzato hanno teso ad approfondire la conoscenza del patrimonio locale e a favorirne la riappropriazione da parte del cittadino. Questo processo, come insegna Salvatore Set-tis, passa attraverso la comprensione dell'identità culturale dei luoghi in cui il visitatore vive o che sta visitando. L'evento spesso non si pone questi obbiettivi: viene confezionato soprattutto per attrarre il turista, senza produrre risultati apprezzabili dal punto di vista scientifico e conoscitivo. E' chiaro: anche a noi interessa il turista, ma ci rendiamo conto che il nostro destinatario privilegiato è il residente. E' a lui che vogliamo rivolgerci. E come cercherete di coinvolgerlo? In questi anni è stato fatto un grosso lavoro sulle scuole: attualmente le nostre proposte didattiche vedono coinvolti più di 6.000 studenti l'anno. Il ruolo formativo che il museo ha avuto nei confronti dell'utenza scolastica va ora esteso ad altre fasce di pubblico, in un'ottica di educazione permanente del cittadino. Da domani partirà una sorta di viaggio tra testi letterari, musica, arte, architettura: attori, musicisti, cantanti, educatori museali condurranno i visitatori attraverso una serie di percorsi a tema, diversi di mese in mese. Il viaggio inizia appunto domani alle 20.45: Mau-ra Pettorruso, accompagnata da un musicista, leggerà alcuni brani di Notre-Dame de Paris di Victor Hugo, introducendo il tema del mese, "Costruttori di cattedrali". Nei successivi venerdì pomeriggio di ottobre il tema verrà sviluppato dagli operatori dei Servizi Educativi del museo. Abbiamo inoltre attivato un corso, Conoscere per t-essere, che alterna il fare, ovvero l'attività laborato-riale di tessitura, a incontri di formazione in museo incentrati sulla nostra collezione di arazzi. Un corso analogo, ma diversamente strutturato, è stato rivolto alle utenti del Centro diurno di Salute mentale di via Petrarca. In gennaio infine partirà un corso di storia dell'arte. Saranno coinvolti altri spazi? In questo sforzo di rivitalizzazone del museo non possiamo dimenticare la nostra sede succursale di Villa Lagarina. La forte intesa che ci lega all'amministrazione comunale ha reso possibile l'attivazione di iniziative svolte in partenariato con la scuola. A dicembre inoltre, negli spazi espositivi di competenza del Comune, verrà allestita una mostra che vede 56 artisti, nazionali e internazionali, impegnati nella rielaborazione del tema popolare dell'ex voto. R.T.