OLBIA. Altolà degli ambientalisti: quel cantiere è un pericolo per la laguna di Bados. Sollecitate dall'esposto di un gruppo di cittadini residenti nella zona a ridosso della bella spiaggia olbiese, le associazioni Amici della terra e Gruppo d'intervento giuridico scendono in campo per denunciare ancora una volta l'avanzata del cemento in un'area di pregio ambientale e paesaggistico come il compendio Pittulongu-Bados. In effetti, i numeri del cantiere fanno paura: 12mila metri cubi fuori terra, proprio nell'alveo del rio Bados, divisi in due fabbricati a 4 e 5 piani dove intorno si trovano solo case di classica tipologia sarda (uno o due piani). Amici della terra e il Gruppo d'intervento giuridico sono intervenuti dopo aver ricevuto diverse segnalazioni da parte di turisti e residenti della zona. In particolare, il 30 settembre scorso hanno inoltrato con un esposto una richiesta di informazioni a carattere ambientale e di adozione di opportuni provvedimenti all'amministrazione comunale di Olbia, al Servizio tutela del paesaggio, alla Soprintendenza ai beni ambientali di Sassari e alla procura della Repubblica di Tempio. Nel mirino il cantiere edilizio in corso d'opera sulla piana di Bados, a qualche centinaio di metri dal mare e a pochi passi dal rio Bados, che dopo un breve corso sfocia nell'omonimo stagno costiero. L'intera area è tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo 42 del 2004), mentre i lavori sono stati avviati grazie alla concessione edilizia 150 del 10 aprile 2004. "Inoltre - aggiunge Stefano Deliperi del Gruppo d'intervento giuridico - probabilmente la zona ricade anche nel piano di risanamento urbanistico di Pittulongu viziato da illegittimità in quanto ricomprendente lo stagno alimentato da corsi d'acqua (Rio Moriscu, Rio Cuccaius, Rio Abba Ruia) e direttamente collegato con il mare, quindi appartenente al demanio marittimo". Il riferimento a Pittulongu da parte degli ambientalisti non è casuale. "Attualmente la zona umida si presenta in parte imbonita in seguito ad intubazione degli apporti idrici, in parte occupata da strutture edilizie, ma non risulta essere mai stata declassificata e, pertanto, conserva le caratteristiche del bene demaniale, come riconosciuto da verbale di ispezione dell'Agenzia del demanio di Sassari del 30 gennaio 2002". "Come noto, poi - aggiungono le associazioni ambientaliste - nel 2004 la procura della Repubblica di Tempio opportunamente avvisò l'amministrazione comunale di evidenti illegittimità in proposito per le conseguenti iniziative di competenza". Da qui la richiesta di intervento alle istituzioni e alla magistratura. "Si attendono risposte rapide ed esaurienti - conclude Stefano Deliperi - su interventi in area ancora pregevole sul piano ambientale ed aggredita da una speculazione edilizia fin troppo arrembante".
Bados, allarme degli ambientalisti: "Quel cantiere minaccia la laguna"
Un gruppo di cittadini ha denunciato l'avanzata del cantiere in un'area di pregio ambientale e paesaggistico a Olbia. Le associazioni Amici della terra e Gruppo d'intervento giuridico hanno sollecitato l'intervento delle istituzioni e della magistratura. Il cantiere, che prevede la costruzione di due fabbricati a 4 e 5 piani, è stato avviato grazie a una concessione edilizia del 2004. L'area è tutelata con vincolo paesaggistico e il Gruppo d'intervento giuridico ha richiesto informazioni e provvedimenti per prevenire la speculazione edilizia.
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