Due importanti collezioni private di reperti archeologici acquistate dalla Regione saranno donate al Comune di Cabras per essere esposte nel museo civico Giovanni Marongiu. Lo ha annunciato l'assessore regionale alla Cultura Elisabetta Pilia presente a Cabras per la presentazione di un volume che raccoglie i dati della campagna di scavi effettuata nella necropoli meridionale di Tharros nel 2001. Alla cerimonia, oltre agli autori Enrico Acquaro, Carla Del Vais e Anna Chiara Fariselli, erano presenti anche Vincenzo Santoni, sovrintendente archeologico di Cagliari, Raimondo Zucca, responsabile dell'Antiquarium Arborense e le autorità politiche: il sindaco Efisio Trincas, l'assessore provinciale Cristiano Carrus e quello comunale alla Cultura Barbara Poddi. Lo scopo della presentazione del libro, uno dei pochi che racconta per intero i risultati di una campagna di scavi era anche e soprattutto quello di coinvolgere la comunità attraverso la divulgazione delle ricerche fatte e dei risultati ottenuti. Simpatico ma non privo di sprazzi polemici l'intervento dell'archeologo Vincenzo Santoni che non ha perso l'occasione di animare la serata ricordando il lungo percorso che l'ha portato nel Sinis, i contrasti ripetuti con il sindaco Trincas, e soprattutto ribadendo la convinzione «che la tutela dei beni archeologici deve restare allo Stato». Ma, a parte l'aspetto prettamente tecnico-culturale della pubblicazione (arricchita da alcuni cd) di Enrico Acquaro e delle sue collaboratrici Del Vais e Fariselli, compendio di anni di lavoro esaltato dall'assessore Pilia che ha sottolineato «l'importanza dell'opera che lascia una traccia indelebile della campagna di scavi effettuata consapevole che non sempre è così». Ma il momento clou della serata è stato sicuramente quel che ha detto l'esecutivo regionale. «La Regione ha acquistato da un privato locale, Paolo Sulis, due collezioni di reperti archeologici. Una, denominata "Pulix", raccoglie 104 pezzi di epoca nuragica recuperati nel Sinis. La Regione ha deciso di restituirli alla comunità di Cabras facendoli tornare nella loro sede naturale. C'è anche un'altra collezione - ha aggiunto Elisabetta Pilia - che porta il nome del suo custode, Sulis, messa insieme in un'altra parte della Sardegna, a Tonara. Sono settanta pezzi, in prevalenza ceramiche sicuramente provenienti dal Sinis che nei prossimi giorni andranno ad arricchire il museo civico di Cabras». Il gesto della Regione assume una notevole importanza perché da forza alle istanze di una comunità che da anni rivendica la restituzione da parte delle sovrintendenze archeologiche sarde di importanti reperti nella convinzione che siano parte integrante della storia e del territorio dove sono stati ritrovati.