Va bene così, forse manca un po' di "leggerezza" ma non si poteva fare altrimenti. Il giudizio della Soprintendenza per i Beni Culturali smorza i bollori di Italia Nostra che era andata su tutte le furie quando aveva visto quella costruzione sorta accanto agli alberi antichi, nel bel mezzo del giardino dell'ex Foresteria della Terni, in corso Tacito. E la Soprintendenza mette anche un altro carico. L'antico banano, che viveva in pace proprio laddove ora c'è un bel manufatto, non è stato abbattuto ma trapiantato in un'altra zona dello stesso giardino. Come dire che c'è pure attenzione per l'ambiente. La nuova cotruzione all'interno del giardino serve per ospitare gli addetti di quello che un tempo si chiamava ufficio per il turismo. Adesso è collocato all'interno della palazzina che era la casa del custode sempre all'ex Foresteria. Italia Nostra aveva protestato perché il nuovo manufatto non rispondeva in pieno ai dettami della Sopritendenza che voleva una costruzione leggera e per questo aveva suggerito di usare il vetro. In verità il vetro è stato usato ma in quantità minore A quanto ci si aspettava perché essendo molto pesante ha bisogno di una struttura portante che è stata realizzata in ferro. «Sarebbe costato troppo realizzare l'edificio in maniera diversa. E poi non stona con il contesto in cui si trova», dicono i tecnici della Soprintendenza che adesso metterà per scritto il proprio parere e lo invierà alla sezione ternana di Italia Nostra. L.Pi.