Nove anni fa, con tante case ed edifici pubblici, anche 170 edifici di culto furono semidistrutti dal terremoto Monsignor Bertini soddisfatto per la qualità e la velocità degli interventi Nove anni fa un terribile terremoto metteva in ginocchio Foligno e le sue frazioni, provocando ovunque ingenti danni e lo sfollamento di centinaia di famiglie costrette ad abbandonare le proprie case distrutte per rifugiarsi nei campi container appositamente allestiti. Ad essere gravemente colpito anche il vasto patrimonio religioso, artistico e culturale della Diocesi. Centosettanta le chiese inagibili, mentre soltanto dieci hanno comportato piccoli interventi. Una vera e propria emergenza materiale e spirituale, che ha favorito un processo di recupero veloce ed efficiente, iniziato nei primi mesi del 1999 e quasi giunto al termine. Circa metà delle strutture colpite sono infatti già state riparate, con interventi di recupero, consolidamento e restauro. In particolare, sono 46 gli interventi completati finora per un importo complessivo di circa 26 milioni di euro, finanziati per la maggior parte dalla Regione, in alcuni casi con il contributo della Cei e della Soprintendenza ai Beni Culturali. Tra questi, i lavori più consistenti hanno riguardato la cattedrale di San Feliciano e la chiesa di San Giacomo, costati rispettivamente 6,5 e quasi 3 milioni di euro. Trentadue invece gli edifici sacri che stanno per terminare i lavori di recupero, con i contributi della Regione. Per completare la rinascita mancano ancora alcuni edifici non compresi nei Piani integrati di recupero dei tre comuni della Diocesi (Foligno, Spello e Valtopina) e 44 chiese della montagna folignate per cui sono stati predisposti e approvati tutti progetti, ma restano in attesa delle concessioni contributive della Regione per iniziare i lavori. Più che positivo dunque il bilancio della rinascita post-terremoto della Diocesi di Foligno, dove il processo di recupero è avvenuto secondo le priorità dettate dal vescovo monsignor Arduino Bertoldo che ha dato la precedenza a conventi e monasteri, alle chiese parrocchiali maggiori e infine alle strutture ecclesiali incluse nei Pir che hanno avuto un iter più complesso, interessando le frazioni di montagna. «Siamo soddisfatti dice monsignor Giuseppe Bertini, vicario generale e responsabile dell'Ufficio ricostruzione della Diocesi della qualità e della velocità con cui, grazie all'efficienza dei tecnici e delle imprese edili e alla sensibilità delle istituzioni, siamo riusciti a portare avanti il recupero di un patrimonio vastissimo. Sono infatti ormai terminati o quasi conclusi i lavori di recupero per tre quarti degli edifici sacri interessati. La preoccupazione più grande, oltre alle chiese di montagna, riguarda ora tutte le opere d'arte raccolte nei vari depositi, che necessitano di essere urgentemente restaurate e ricollocate nelle chiese di provenienza per la fruizione di tutti».
Chiese ricostruite presto e bene
Nove anni fa, un terribile terremoto ha colpito Foligno e le sue frazioni, provocando ingenti danni e lo sfollamento di centinaia di famiglie. Il vasto patrimonio religioso, artistico e culturale della Diocesi è stato gravemente colpito, con centosettanta chiese inagibili e soltanto dieci con piccoli interventi. Il processo di recupero è iniziato nei primi mesi del 1999 e quasi giunto al termine. Circa metà delle strutture colpite sono state riparate, con interventi di recupero, consolidamento e restauro. I lavori più consistenti hanno riguardato la cattedrale di San Feliciano e la chiesa di San Giacomo.
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