Parterre delle grandi occasioni: sindaco di Como Stefano Bruni, presidente della provincia Leonardo Carioni, rispettivi assessori alla cultura, Sergio Gaddi e Edgardo Arosio, il presidente del consiglio regionale lombardo Ettore Albertoni, il sovrintendente ai beni architettonici Alberto Artidi e, a fare gli onori di essa, il presidente dei palchettisti Francesco Peronese. Tutti in palcoscenico per il primo grande evento della stagione: e non è una messa in scena, non è finzione. Esiste un nuovo Teatro Sociale, restaurato in ogni suo punto, rimesso a lustro, restituito alla città. Citare le istituzioni immediatamente è un obbligo perché il loro contributo è stato forte, l'impegno, economico soprattutto oneroso (due milioni di euro], ma non se ne vorranno se parliamo proprio del teatro. Che colpo d'occhio, che maestà, che splendore. Sono legittimamente orgogliosi i tecnici che se ne sono occupati e che, ha preannunciato Peronese, continueranno a occuparsene in un futuro, magari non troppo distante perché ci sono ancora sogni da concretizzare. Ne è orgoglioso anche il presidente e direttore artistico Bruno Dal Bon: sa di avere un compito importante da realizzare in una struttura che non s'era mai vista così bella, almeno non negli ultimi anni dalla riapertura di una sala che è passata attraverso alterne vicende, che è rimasta chiusa per troppo tempo, che è stata riaperta e ha risalito lentamente una china che ha trovato un'impennata nell'ultimo lustro durante la gestione Aslico che ha svecchiato un teatro che è sempre meno "museo" e sempre più struttura viva, vivace, vivacizzante per una città invitata a scoprirla e ad apprezzarla. In questi cinque anni le ore d'impegno della struttura sono raddoppiati, superando i cento giorni complessivi. Tutti gli interventi dei politici hanno sottolineato l'importanza di questo momento. In particolare Albertoni, da assessore uscente e da motore primo di questo intervento quando ha destinato a esso il Frisi (fondo di ricostruzione infrastrutture sociali) dando il là a tutta l'operazione, ha confermato l'impegno della Regione anche ora che ha abbandonato il dicastero. Annuncia un futuro intervento anche per il Politeama e, a Cantù, per il Teatro San Teodoro. Concreto, come si addice al suo ruolo, Artioli ha lodato l'eccellenza ma ha anche richiamato l'attenzione su altre strutture comasche bisognose di cure, come la basilica di San Lazzaro. E il sogno? Quello lo ha ben espresso Peronese: «Si avvicina il 2013. Il Sociale festeggerà il bicentenario. Speriamo che tagli questo traguardo con un'arena restaurata». Per ora, non da poco, è il recupero dello storico velario, raffigurante la morte, a Pompei, di Plinio il Vecchio. Ieri sera le prime note e lo stupore della città.
Tre anni e due milioni: risplende il nuovo Sociale
Il nuovo Teatro Sociale di Como è stato inaugurato con un grande evento. Il teatro è stato restaurato e restaurato in ogni suo punto, grazie al contributo di istituzioni come il comune di Como, la provincia e la Regione Lombardia. Il presidente dei palchettisti Francesco Peronese ha dichiarato che il teatro sarà un luogo vivace e vivacizzante per la città. Il sovrintendente ai beni architettonici Alberto Artidi ha lodato l'eccellenza del recupero del teatro e ha richiamato l'attenzione su altre strutture comasche bisognose di cure. Il sogno del presidente Peronese è che il teatro raggiunga il 2013, il bicentenario, e che l'arena sia restaurata.
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