«Dietro ogni opera, e ogni museo, gravita un universo umano nascosto, di cui spesso non abbiamo sentore, che si dipana negli anni, nei secoli, nei luoghi, nelle vicende. Ecco perché, allora la storia di quel museo o di quel capolavoro diventa una serie, infinita, di storie, di volti, da scoprire e da conoscere, legate le une alle altre». Guidati da questa acuta riflessione, firmata da Mauro Del Corso, presidente della Federazione italiana delle Associazioni Amici del Museo, decine di migliaia di cultori e appassionati di arte e storia patria, sparsi in tutt'Italia, dalle Alpi alla Sicilia, hanno gioiosamente vissuto domenica scorsa, 1 ottobre, la III Giornata Nazionale degli Amici dei Musei, che si è fregiata del patrocinio del ministero dei Beni e le attività culturali. Un'occasione davvero preziosa per richiamare anche l'attenzione dei più distratti sulla capillare rete museale italiana che avvolge il nostro territorio, preservando dall'oblio e dalla dimenticanza un patrimonio culturale d'inestimabile valore, che dalle più sublimi espressioni d'arte giunge alla fisicità delle testimonianze di cultura materiale delle tradizioni agro-pastorali. I musei, dunque, non solo come segni forti dell'identità storica di ogni singola comunità, ma anche come luoghi dove si sedimenta e si trasmette il sapere e la conoscenza degli uomini. Uno sguardo penetrante, quello del vasto e consapevole movimento degli amici del museo che, oltre la patina pittorica, i profili scultori e i lacerti etno-antropologici, ha «illuminato» il vissuto, oscillante fra passato e presente, di ogni singola realtà museografica, unicae irripetibile. Stanchi della mera contemplazione estatica delle opere d'arte, e pienamente consapevoli che la comprensione piena delle collezioni museali passa necessariamente attraverso la conoscenza delle relazioni storielle e culturali intrattenute con il territorio, gli «amici del museo» hanno voluto così riscoprire la singolare storia umana che sta dietro ogni museo. «Una storia, un museo» è stato, infatti, il bel tema assegnato e condiviso con piena maturità da questo straordinario esercito di «guerrieri» dediti con tenacia alla difesa di quei fortini della cultura che sono appunto i musei, che si oppongono strenuamente all'omologazione imperante. «Assodato che, ormai, per fortuna - scrive ancora Del Corso - il termine «museo» non è più riferibile al mero edificio, al corpus di opere, alla loro raccolta, bensì al più vasto e diffuso patrimonio del paese è sulla "storia" che dobbiamo soffermarci». E così, grazie alla mobilitazione degli amici dei musei in ben quarantaquattro siti distribuiti nel Bel paese, le singolari vicende storiche di ogni museo sono emerse a tutto tondo, con il loro carico di umanità, di passione, di dedizione assoluta, in un intreccio indissolubile fra chi ha firmato l'opera d'arte o l'umile manufatto pastorale d'uso quotidiano, e chi queste testimonianze le ha raccolte, sottraendole magari alla dispersione, ritessendo cosi quella trama culturale, spesso lacerata, o peggio rinnegata, essenziale per ricomporre la nostra identità collettiva. Molti, dunque, gli incontri ravvicinati con i «vissuti consolidati nei patrimoni museali» e, spesso, con le singolari «genesi delle collezioni fino al dato biografico quotidiano deinostrimuseie gallerie», offerti dall'appuntamento culturale nazionale promosso dagli «amici dei musei». E per restare in ambito siciliano, meritano certamente di essere segnalati due eventi di rilievo che hanno ben svolto il tema assegnato. Il primo, promosso dagli «Amici del Museo di Messina», animati da Franz Riccobono, com'è noto figura culturale di rilievo, ha fatto riscoprire l'affascinante profilo umano e culturale dell'indimenticato Giovanni Panarello, sensibile e appassionato collezionista di preziosi e rari oggetti d'arte popolare siciliana, grazie al quale è stato possibile costituire quel gioiello che è il Museo. Siciliano di Arti e tradizioni popolari, che ha sede a Taormina, nel prestigioso Palazzo Corva-ja, che meriterebbe ben altra attenzione da parte delle cosiddette Istituzioni deputate. La seconda iniziativa siciliana, in calendario domenica prossima (8 ottobre), proposta dall'Associazione degli Amici dei musei siciliani nel Museo diocesano, presso il Palazzo arcivescovile di Palermo, coniuga invece un racconto originale di Alberto Samonà alla «restituzione» di una lastra tombale attribuita a Francesco Laurana, dopo il restauro finanziato dagli stessi «amici del museo».