Niente Hermitage alla Reggia di Venaria. Il sogno di portare in Piemonte la «filiale» italiana del celebre museo di San Pietroburgo è finito davanti alla cruda realtà: i russi hanno scelto. E non hanno scelto noi: andranno a Ferrara. La Regione si era molto spesa, per quel progetto: c'erano stati viaggi e contatti, assai pubblicizzati. Ma nessuno sembra prendersela più di tanto. «Ah, sì, ci hanno bocciato? Beh, peggio per loro». Reagisce così, la presidente Bresso. Non si scompone neppure l'assessore alla Cultura Gianni Oliva: «Sapevo già che Venaria non avrebbe avuto la sede permanente: siamo intesi però con il loro direttore sul fatto che ospiteremo grandi mostre che esporranno le loro collezioni». «Hermitage Italia», quinta filiale nel pianeta a legare il proprio nome al museo di San Pietroburgo, dopo Las Vegas, Londra, Amsterdam e Kazan, troverà casa nel Castello Estense. Ma per Bresso «anche se la nostra candidatura era un'occasione per entrambi, ci rimettono più loro di noi. Pazienza. Purtroppo non siamo riusciti a far vedere per tempo al loro direttore la Reggia di Venaria. Non l'ha mai visitata». Il riferimento è a Michail Piotrovsky, che in primavera aveva compiuto nel nostro paese una serie di sopralluoghi: il museo russo, forte di oltre 3 milioni di pezzi, sta da anni perseguendo, anche per motivi economici, la politica di decentrare parte delle sue collezioni e delle attività di ricerca. Per Bresso, «i musei italiani sono pieni di capolavori, e all'estero non esiste solo l'Hermitage: se vorremo avviare collaborazioni e mostrare tesori altrui non faticheremo a trovare interlocutori. Loro perdono l'occasione di collocarsi in un luogo senza pari». Oliva sottolinea però che la chance non è sfumata del tutto: «A Ferrara nascerà un centro di studi sui capolavori italiani conservati all'Hermitage, che in Cambio esporrà in questa città alcuni pezzi. Per quanto riguarda noi s'è ipotizzata un'altra cosa: ogni due o tre anni avremo una grande mostra tematica con le loro collezioni». Dispiaciuto si dice il patron del Grinzane Cavour, Giuliano Soria, che era stato con Oliva a San Pietroburgo in occasione del lancio del «Premio Grinzane Hermitage», varato quest'anno (accanto al Grinzane Mosca che esiste invece da 5 anni) per più ragioni: c'era la volontà di concentrare l'attenzione sull'arte con uno specifico riconoscimento, ma anche la voglia di far sistema a sostegno della candidatura di Venaria. Per Soria, «Ferrara era in pole position già mesi fa. Comunque, questo non impedirà la collaborazione dell'Hermitage con la nostra residenza sabauda, che doveva avvenire soprattutto sul restauro delle opere d'arte. Sto dandomi da fare perché Piotrovsky venga a conoscere le Langhe: l'avevo invitato quest'estate, spiegandogli che l'epoca migliore per farci visita sarebbe stata quella dei tartufi, cioè proprio questi giorni. Quando sarà qui, ne riparleremo».