DIECI giorni fa sembrava già sulla soglia di via Ghibellina, sede dell'assessorato alla cultura. Oggi, l'ipotesi dell'ex ministro e, a questo punto, ex soprintendente Antonio Paolucci come nuovo assessore alla cultura del Comune, sembra già lontana. I colloqui intercorsi tra il sindaco Leonardo Domenici e il vicepremier e leader della Margherita Francesco Rutelli non sembrano aver sbloccato le difficoltà poste dai rutelliani fiorentini, convinti che in nessun caso Paolucci, a dispetto delle sue stesse dichiarazioni, possa essere considerato come un esponente della Margherita. Il sindaco si è del resto ormai convinto a rinviare l'assestamento della giunta a fine anno, in prossimità del rimpasto (con o senza Rifondazione comunista) che ha annunciato il presidente della giunta regionale Claudio Martini. Non è un caso se giorni fa ha voluto incontrare i dipendenti di via Ghibellina in veste di neo assessore alla cultura. Ed è difficile pensare che Paolucci possa restare candidato all'assessorato alla cultura per tutto questo tempo. Più facile pensare invece, sostiene qualcuno, ad una possibile candidatura dell'exministro Paolucci all'assessorato alla cultura della Regione, oggi «casella vuota» come l'assessorato di Palazzo Vecchio. Se, del resto, il diessino Simone Siliani ha preferito lasciare l'incarico di assessore comunale pochi giorni fa pur di non sentirsi d'impaccio, in Regione è già da mesi che se n'è andata Mariella Zoppi.