Il fatto che la Festa del Cinema di Roma dal prossimo anno accetti, come le è stato chiesto, di cambiare le sue date di svolgimento, distanziandosi maggiormente da Venezia, è un fatto molto importante per la Mostra del Cinema. Per questo, una volta conclusa la prima edizione della manifestazione romana, la Biennale si farà promotrice di un'iniziativa forte in questa direzione, in linea con quanto ha già dichiarato il ministero dei Beni Culturali Francesco Rutelli». Le parole del presidente della Biennale Davide Croff anticipano quella che è stata la linea presa ieri dal Consiglio di amministrazione della Biennale e sulla quale sono concorsi anche il vicepresidente e sindaco di Venezia Massimo Cacciari, e la stessa Regione, con il consigliere Franco Miracco, portavoce di Giancarlo Galan. Un'alleanza legata anche alla necessità di portare verso Venezia più fondi per la costruzione del nuovo Palazzo del Cinema, dopo che la Legge Finanziaria è stata decisamente generosa con Roma, ma avara verso la laguna. Intanto, la Festa del Cinema della capitale comincia a fare paura, visto che sta anche tentando di strappare con successo a Venezia il mercato, raccogliendo l'eredità del defunto Mifed di Milano. Si annunciano già 800 potenziali compratori per il mercato dei film che a Roma si organizzerà all'hotel Excelsior, con altri spazi annessi. «Il mercato del cinema è molto importante per la buona salute di un Festival ammette Croff - e per realizzarlo Venezia ha bisogno del nuovo Palazzo del Cinema. Per questo dobbiamo accelerare i tempi in questa direzione. Il Comune ci ha già promesso che una parte dei 5 milioni di euro stanziati dal governo per la salvaguardia della città (che con il meccanismo moltiplicatore dei mutui diverranno circa 50 ndr) andranno per il nuovo Palazzo. Quanto a Roma, vedremo come andrà questa prima edizione della Festa del Cinema e poi faremo le nostre valutazioni». Ieri, intanto, il Consiglio della Biennale - pur in assenza del direttore Marco Muller - ha fatto un primo bilancio organizzativo e "ragionieristico" della Mostra del Cinema da poco conclusa. «I finanziamenti privati raccolti con sponsorizzazioni ha spiegato Croff - sono cresciuti dai circa 2 milioni di euro del 2005 ai quasi 2 milioni e mezzo di quest'anno. Più sponsor sono stati ricompensati anche con un maggior numero di biglietti messi a disposizione per le proiezioni e per questo si è un po' ridotto, necessariamente, il pubblico pagante». Linea antitetica a quella di Roma, che punta invece a un maggior coinvolgimento del pubblico dei non addetti ai lavori e per questo ha già praticamente esaurito i biglietti messi in vendita. E, in attesa del nuovo Palazzo del Cinema, la Biennale, deve fare posto anche al Casinò, che nella prossima estate riaprirà al Lido, anche nel periodo della Mostra. La soluzione a cui si lavora, per non togliere al festival l'uso del palazzo del casinò, è quello di spostare la casa da gioco con i suoi tavoli all'hotel Excelsior. Ma il Consiglio della Biennale ha varato ieri anche un'altra iniziativa significativa, che riguarderà le future Mostre delle Arti Visive e quella dell'Architettura: la "restituzione" del Padiglione Venezia dei Giardini agli artisti veneti, come già avveniva in passato. Un'iniziativa fortemente voluta dalla Regione, in accordo con Comune e Provincia e che la Biennale ha infine accettato. Il Padiglione Venezia era finora riservato al Darc, la Direzione per l'arte e l'architettura del Ministero dei Beni Culturali, che qui allestiva mostre di artisti italiani. Ma ora che un nuovo padiglione italiano è stato realizzato all'Arsenale, il Padiglione Venezia tornerà ai Veneti. Sarà costituita una commissione scientifica che già dalla Biennale Arte del 2007 selezionerà gli artisti Veneti da esporre, e lo stesso avverrà, poi, nel 2008, per i progettisti di Architettura. Novità anche per quanto riguarda l'Aasac, l'Archivio storico delle arti contemporanee, chiuso ormai da anni al pubblico. L'intenzione è di portarlo all'Arsenale negli ampi spazi delle Sale d'Armi, se il Demanio - come è possibile - accetterà di concederli alla Biennale. Ma - e questo è il punto fondamentale dove trovare i molti milioni di euro necessari per il recupero?
Roma deve cambiare date
La Festa del Cinema di Roma ha chiesto di cambiare le sue date di svolgimento, distanziandosi maggiormente da Venezia. La Biennale si farà promotrice di un'iniziativa forte in questa direzione. La Biennale ha già varato un'altra iniziativa significativa, la "restituzione" del Padiglione Venezia dei Giardini agli artisti veneti. Il Padiglione Venezia era finora riservato al Darc, la Direzione per l'arte e l'architettura del Ministero dei Beni Culturali. La Biennale ha accettato l'iniziativa della Regione, in accordo con Comune e Provincia. Sarà costituita una commissione scientifica che selezionerà gli artisti Veneti da esporre.
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