Sono sorpreso, perché i soldi in Finanziaria non li vedo. Ma sono anche convinto che il ministro Francesco Rutelli troverà il modo, e il rubinetto di spesa, per confermare quanto ha dichiarato qualche giorno fa. Il Maxxi deve aprire entro il 2008, e i finanziamenti sono indispensabili per non rallentare il cantiere»: Pio Baldi, capo della Direzione per l'Architettura e l'Arte Contemporanee del Ministero dei Beni Culturali, commenta così le notizie che arrivano dalla manovra di bilancio appena approdata in Parlamento. Notizie non buone, perché la somma stanziata in Finanziaria per il Maxxi è di appena 15 milioni di euro in tre anni, molto meno dei 40 milioni promessi per il 2007 e dei 60-70 da impegnare nel 2008. Inoltre, ecco la seconda sorpresa, il progetto che dovrebbe finalmente dare a Roma il suo museo per le arti del XXI secolo, non rientra più nell'elenco delle grandi opere. Chi ha preso gli impegni finanziari per il completamento del Maxxi? Ci sono accordi tra Rutelli e Di Pietro, tra i due ministeri, quello dei Beni Culturali, committente dell'opera, e quello dei Lavori Pubblici, ora delle Infrastrutture, che ne dovrebbe essere il costruttore. Spero che nessuno modifichi questo patto. In passato, il cantiere si era già fermato. Cosa era successo? Zaha Hadid ha fornito i progetti, preliminare e definitivo, sulla base della legge 237 del 1999 che finanziava sia la progettazione che la costruzione dell'opera. Poi è stata bandita la gara tra le imprese per il progetto esecutivo, vinta da un'associazione d'imprese di due costruttori romani. Abbiamo affidato il cantiere ai vincitori dell'appalto e solo dopo si è saputo che la legge era stata definanziata. Furono tolti i fondi su cui contavate per proseguire i lavori. Su 120 miliardi di vecchie lire ne rimasero 10. Bastavano a malapena per le fondazioni. A quel punto ci siamo trovati con la gara fatta, il cantiere affidato a un'impresa e solo 10 miliardi. Abbiamo deciso di andare avanti, anche perché altrimenti rischiavamo di pagare la penale all'impresa vincitrice. Il ministro Rutelli ha visitato da poco il cantiere. Ha preso l'impegno di finanziare il proseguimento dell'opera mettendo una posta significativa già in finanziaria e anche racimolando una serie di risorse per l'immediato. Il cantiere, che definisco estremo perché realizza strutture mai viste con tecnologie mai usate in Italia, è efficientissimo, potrebbe procedere molto più in fretta. Se i fondi arrivassero non con il contagocce, ma in modo veloce e consistente... Sì. Soltanto per le coperture, una tecnologia innovativa di vetro, sensori e lamelle, l'acquisto delle forniture costa 8 milioni di euro: capisco che un'impresa non possa esporsi così. Questo provoca rallentamento, cioè diseconomia, perché un cantiere ha costi fissi. Questo cantiere da fermo costa fino a 300.000 euro al mese. Se i soldi arrivano a pezzetti le spese generali incidono proporzionalmente di più. Quanto costa Maxxi? Tutto l'edificio alla fine verrà a costare 100 milioni di euro. Il costo non è altissimo, se pensiamo che la Tate Modem è costata 300 milioni di sterline, quindi molto di più. Che cosa significherà questo museo per Roma? Roma è la città etema, questo può avere un senso positivo, ma anche negativo. L'arte e l'architettura contemporanee danno innovazione. Roma, che è stata la città dei papi e del barocco, avrà più poli contemporanei, un sistema di cui Maxxi sarà il nodo più importante. Le città italiane sono uniche perché il loro volto è segnato da tutti i passaggi della cultura figurativa, a Roma questo processo si era interrotto. Ora riprende una continuità? Una continuità che è anche proiezione verso il futuro, non solo verso il glorioso passato. Quello che non riescono a fare altre città, diventate cartoline per turisti. Roma ha rischiato la stessa fine? Il cambiamento di passo è dovuto a due sindaci, Rutelli-Veltroni. Come è stata scelta l'architetta irachena Zaha Hadid? Per il nuovo grande museo il ministero ha scelto la strada della competizione. Al concorso internazionale hanno partecipato 273 studi, i più importanti del mondo da Frank Gehry a Jean Nouvel, da Fuksas a Rem Kool-has... Quando io e Sandra Pinto vedemmo i quindici plastici dei finalisti ci folgorò quello di Zaha Hadid che ha vinto otto contro sette. Zaha allora non era molto conosciuta, era una giovane. Com'è il rapporto con lei? Con Zaha Hadid il rapporto è ruvido, ma diretto, le cose che si devono dire si dicono, anche se sono scomode, la contrattazione è spigolosa, però le cose si fanno. Non lo posso definire un rapporto idilliaco, però funziona. È stata una delle prime commissioni importanti per la Hadid? Diciamo che a Roma, grazie al cantiere del Maxxi, è nata una stella dell'architettura internazionale.
Caro ministro Rutelli mantenga la parola sul Maxxi
Il ministro Francesco Rutelli ha dichiarato che i fondi per il Maxxi saranno disponibili, nonostante la somma stanziata in Finanziaria per il 2007 sia di appena 15 milioni di euro in tre anni. Il progetto, che dovrebbe dare a Roma il suo museo per le arti del XXI secolo, non rientra più nell'elenco delle grandi opere. Il cantiere è stato fermato in passato a causa della mancanza di fondi, ma Rutelli ha preso l'impegno di finanziare il proseguimento dell'opera. Il progetto è stato affidato all'architetta irachena Zaha Hadid, che ha vinto un concorso internazionale con il suo progetto. Il rapporto tra Rutelli e Hadid è diretto e ruvido, ma funziona.
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