MILANO «La Biblioteca Europea si farà, e l'area non può che essere quella». Non ha mezzi toni il presidente Antonio Padoa-Schioppa, ed è fiducioso non solo che il progetto diventerà realtà al più presto, ma anche che la sede prescelta sarà confermata. Ma i soldi, ci sono? «Il ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini ha chiaramente detto che tra le iniziative approvate, insieme all'Agenzia per l'Innovazione e al prefinanzimento per l'Expo, c'è anche la Beic. Vuol dire che non solo il sindaco e il governatore Formigoni hanno inserito la biblioteca nelle priorità da portare avanti, ma che il governo ha dato una valutazione positiva». Infatti i Ds confermano che il finanziamento è di tre milioni di euro. Quando partono i lavori? «Il progetto esecutivo si conclude a marzo 2007, poi ci saranno il concorso, l'appalto e così via. Spero che il governo dia anche finanziamenti ulteriori a cui si aggiungeranno quelli di Comune, Regione e fondazioni, fino a raggiungere la massa critica senza la quale non si fa nulla. Perché, sia chiaro, la Biblioteca non può essere fatta a pezzi». E' un'ipotesi? «No, ma siccome si ragiona spesso con finanziamenti pluriennali, voglio ribadire che nel caso di una strada si può ragionare in lotti, ma la Beic no, deve avere la garanzia della copertura totale. Non si può gettare le fondamenta e poi fermarsi al primo piano». Questa è tra le più grandiose delle grandi opere milanesi. «Non solo, è la prima grande opera per la cultura che si progetta a Milano dai tempi della Triennale. Parlo ovviamente di strutture non universitarie. E sarà uno degli elementi che rafforzerà la nostra candidatura all'Expò. Inoltre nel 2009 ci sarà nella nostra città il congresso mondiale delle biblioteche. Sono attesi settemila bibliotecari da tutto il mondo. Non possiamo certo dirgli che la Beic non si fa più. Spero trovino le ruspe già in azione». Ma ha senso costruire una biblioteca ai tempi di Internet? «Oggi assistiamo in tutto il mondo a una vera e propria esplosione di nuove biblioteche. Non c'è paese che non ne abbia costruite proprio adesso, nell'era dell'informatica. Ovviamente noi abbiamo studiato un progetto con foltissime componenti informatiche, ma è proprio il libro che oggi acquista ulteriore valore. In tantissimi paesi, come Germania e Finlandia ad esempio, hanno inaugurato negli ultimi tempi strutture come quella che vogliamo fare noi. Siamo assolutamente in linea con l'Europa». L'assessore Sgarbi dice che la Finanziaria non prevede neanche un euro per la Beic «I soldi ci sono, certo tre milioni di euro sono pochi. Ma non mi meraviglia che non ci sia l'intero contributo ora. È come un segnaposto, insomma voglio dare una lettura ottimistica». Sgarbi sostiene anche che l'area non è adatta, e sarebbe meglio fare la biblioteca magari nell'attuale Palazzo di Giustizia se dovesse trasferirsi. «L'area è adattissima, tra l'altro collegata tramite passante sia con la città sia con la provincia. Ed è stata scelta anche per quello. Perché la biblioteca deve essere raggiunta facilmente anche da fuori Milano. Inoltre l'opera che ha vinto, fra 93 progetti, il concorso internazionale, è come ben si sa finalizzata certo alla biblioteca ma anche alla collocazione urbanistica dell'edificio nella zona. Non è assolutamente spostabile perché il progetto è stato studiato per quell'aerea e non per un'altra. Tra l'altro tutte le biblioteche internazionali sono nate su edifici nuovi, non è possibile configurarle nei palazzi storici. E il Palazzo di Giustizia di Milano ha incovenienti che ben conoscono quelli che hanno avuto la sfortuna di entrarci o che ci vanno per ragioni di lavoro. Così come il carcere di San Vittore. Che un giorno sarà spostato, certo, ma io credo non riuscirò a vedere questo giorno». Biblioteca Europea. Oltre 500mila opere e scaffali aperti come a Parigi e Tokyo MILANO Il progetto è più che ambizioso, e anche se la Beic non c'è ancora dispone già di un sito aggiornatissimo e approfondito (www.beic.it). La Biblioteca Europa che sorgerà (o è meglio dire dovrebbe sorgere?) nell'area dell'ex stazione di Porta Vittoria, è fra le opere più imponenti previste a Milano. Eccola in dettaglio. I COSTI La valutazione del costo globale nella fase di realizzazione è di circa 240 milioni di euro. Una quota è prevista a carico del sistema milanese-lombardo, l'altra dello Stato. IL PROGETTO Il 9 dicembre 2003 nasce la Fondazione Biblioteca Europea con un finanziamento di 2 milioni di euro iniziale, cui si aggiungono 5 milioni nel 2004 e 15 nel 2005. Ciò consente il concreto avvio dei lavori per la creazione delle collezioni e delle digitalizzazioni. Nel dicembre 2006 nasce l'Associazione Milano Biblioteca del 2000 con lo scopo di promuovere la creazione della Beic. La delibera del Comune sull'area è del 2000, e indica la zona già di proprietà delle Ferrovie dello Stato, ad est di Largo Marinai d'Italia e vicino al passante. Si tratta di oltre ventimila metri quadri progettati dall'architetto Peter Wilson vincitore del concordo nel 2001. COME SARA' Una grande struttura a scaffali aperti, con stretta integrazione fra libri e moduli informatici. Oltre cinquecentomila opere in scaffali a libero accesso, integralmente digitalizzate e disponibili anche in rete, relative a tutti i rami del sapere. In sostanza una grande public library che si propone di essere anche una biblioteca di ricerca interdisciplinare di elevato profilo e di livello internazionale. GLI SPAZI La superficie minima prevista è di 47mila metri quadri. La struttura si articolerà su quattro livelli e prevede anche un settore di accoglienza con le novità librarie, uno spazio di consultazione, i servizi multimediali, la sezione ragazzi e lo spazio giovani. CHI CI LAVORA Attualmente nessun dipendente, ma nella Fondazione lavorano a tempo parziale una decina di persone. Poi ci sono circa ottanta fra ricercatori e professori che producono la Carta Collezioni e la Carta delle digitalizzazioni. Sono professionisti pagati a progetto dalla Fondazione che ha avuto i fondi dalle due precedenti finanziarie. Fra le acquisizioni portate a termine anche l'acquisto della Biblioteca Pontiggia, che faticava a trovare una collocazione dopo la scomparsa dello scrittore. A CHI SI RIVOLGE A lettori di ogni età, studenti universitari, insegnanti, bambini e ragazzi. Ma anche a ricercatori e professori universitari.