«I portici sono un obiettivo comune, perché non sono né di destra né di sinistra, ma appartengono a tutti i bolognesi. E' quella specie di 'cordone ombelicale' che unisce la città al colle della Guardia, il portico di San Luca, è un simbolo della nostra iden-tità,della nostra appartenenza». Così Alessandra Servidori, coordinatrice dell'associazione 'Bologna per i Portici' all'incontro che dà il via una sorta di maratona , 'Porticon', pensata per raccogliere i fondi necessari all'impresa: 5 milioni di euro in totale. Da domani al 21 ottobre i bolognesi che vorranno contribuire al restauro del portico di San Luca potranno farlo in tanti modi: versando cash nei grandi salvadanai che campeggeranno nei negozi aderenti ad Assocentro; sul conto corrente postale 1469320 (Abi 5387, Cab 2400) creato apposta dalla Banca Popolare dell'Emilia Romagna, e anche con bancomat e carte di credito nei cinque ipermercati di Coop Adriatica, dove piccoli desk e locandine di 'Porticon' segnaleranno ai clienti che lì si può partecipare alla 'crociata'. Sì, perché l'iniziativa promossa da Alessandra Servidori, parallela e sinergica a quella del Comitato Istituzionale Portici sostenuto dalla Curia, ha catalizzato l'attenzione e l'adesione di tutta la città e dei suoi più attivi protagonisti. L'onorevole Virginiangelo Marabini, vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio, nell'incontro organizzato ieri alla galleria Tamatete, ha confermato sia la soddisfazione dell'ente per l'iniziativa sia l'intenzione «di finanziare il progetto di riconoscimento da parte dell'Unesco dei portici bolognesi come Patrimonio dell'Umanità». E se l'Uppi, con il presidente Alberto Zanni chiede sgravi al Comune per i privati che pensano ai portici e lancia una sottoscrizione fra i soci, l'ingenger Pier Luigi Bottino che ha redatto un preventivo di spesa complessivo, conferma: «L'Unesco ha già inserito Bologna e i suoi 666 archi nella lista che comprende tutte le realtà degne di essere considerate patrimonio universale. Ora dobbiamo affrontare il delicato passaggio che porta alla selezione». A fianco di 'Bologna per i Portic', oltre al Quartiere e al Comune, c'è una fitta rete di associazioni decise a battersi per restaurare prima il portico sacro poi, eventualmente, gli altri archi in sofferenza. Oltre al professor Rolando Dondarini, presidente della 'Festa della storia' (che dal 15 al 22 ottobre riempirà la città e i suoi luoghi più simbolici di eventi, incontri e personaggi) dal primo convegno organizzato insieme con il nostro giornale nel 2005, l'iniziativa di Alessandra Servidori ha arruolato associazioni come l'Aidda, Progetto Donna, Il Timone (rappresentato ieri dal consigliere LtB Daniele Corticelli), il Dipartimento di Storia dell'Alma Mater, la Fondazione Bellisario, la Congregazione dei Domenichini, che ospiterà nell'ex chiesa di Santa Sofia un punto di raccolta dei fondi il 7, 8 e 15 ottobre, in occasione della salita al Meloncello. E ci sono ancora, fra gli altri 'amici' promotori di 'Porticon', Saca, Apice, Acli e Cusl provinciale, Radio Nettuno, E' Tv. «Da tempo auspico che i condomini della parte in pianura s'interessino dei portici malmessi. Pregheremo San Petronio chiosa monsignor Gabriele Cavina perché tocchi le coscienze». L'aiuto del patrono è più che necessario: bisogna trovare 5 milioni di euro per tutto il lavoro di restauro; 500mila per il porticato che sale verso la media collina e 110mila (di cui 60 mancano all'appello) per quello da via Turati a Villa Benni.
Bologna. San Luca, per risanare il portico servono cinque milioni di euro
Alessandra Servidori, coordinatrice dell'associazione 'Bologna per i Portici', ha lanciato un'initiativa per raccogliere fondi per il restauro del portico di San Luca, un simbolo dell'identità di Bologna. L'iniziativa, chiamata 'Porticon', prevede di raccogliere 5 milioni di euro per il restauro. I bolognesi possono contribuire in diversi modi, tra cui versando denaro nei salvandani, sul conto corrente postale o con bancomat e carte di credito. L'iniziativa è stata sostenuta anche dal Comitato Istituzionale Portici e dall'Unesco, che ha inserito Bologna e i suoi portici nella lista delle realtà degne di essere considerate patrimonio universale.
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