Bocca (Federalberghi): «Opposizione durissima». Sottani: «Stangata che allontanerà i turisti» da Firenze Albergatori e tour operator: il fronte contro la possibilità per i Comuni di adottare la tassa di soggiorno, prevista nella prima stesura della legge finanziaria, trova compatti gli operatori del settore turistico. Il giudizio di Bernabò Bocca, presidente nazionale di Federalberghi, è drastico: «Adottare questa tassa equivale a riesumare un cadavere che avevamo seppellito nel 1988. È impensabile imporre un balzello che finirà per ricadere sulle sole spalle degli alberghi, faremo un'opposizione durissima». Per le strutture ricettive, afferma Bocca, si prospettano pesanti conseguenze: «La tassa di soggiorno non peserebbe sui turisti, ma solo sulle imprese turistiche. I prezzi per la prossima stagione sono già stati indicati ai tour operator e nel conto va messa anche l'accesa concorrenza sul prezzo con gli altri Paesi, per cui è chiaro che è impensabile far gravare i costi di questa tassa sui turisti. Con l'inevitabile conseguenza che a pagare il salasso saranno soltanto gli alberghi». Ed è proprio questo che a Bocca non va giù. Non solò e non tanto, cioè, l'idea di una tassa di soggiorno, quanto le modalità di applicazione: «Se prendiamo l'esempio di Firenze, la spesa media del turista è suddivisa al 30 per cento per gli alberghi e al 70 per cento per le altre attività economiche della città. Non vedo allora perché questa tassa, se proprio deve essere introdotta, dovrebbe colpire solo la categoria ricettiva. Se volessero davvero introdurre una tassa di scopo, bisognerebbe pensare a una city tax sul modello americano, che viene pagata su tutto, anche su taxi, negozi e in generale su tutte le attività economiche beneficiate dal flusso turistico». Inoltre, secondo Bocca, sono altri i bersagli eventualmente da colpire: «II problema non può essere chi dorme negli alberghi e già porta ricchezza alla città, ma semmai chi arriva a Firenze solo dalla mattina alla sera e magari riparte senza consumare niente o quasi. E invece questo tipo di tassazione finisce per assomigliare a un'autostrada dove pagano solo alcuni automobilisti, dove gli unici caselli sono rappresentati dagli alberghi e dove il casellante può decidere da città a città come far pagare. E andrà così a finire che dovremo pagare anche la competizione tra città». Per questo Bocca spera che sia possibile una marcia indietro sul provvedimento: «Alla conferenza nazionale del turismo, il ministro Rutelli ha detto che cercheranno una soluzione migliore. E io mi auguro che insieme all'Anci si possa trovare una strada diversa da quella prospettata, che non penalizzi solo gli albergatori. Altrimenti saremo pronti a contrastare duramente il provvedimento». Forti critiche alla tassa di soggiorno arrivano anche da Giuliano Sottani, direttore della Hello Florence IncomingTour Operator di Firenze. «Il ministro Rutelli non si rende conto'- dice - che le città hanno già introdotto il City pass (a Firenze un bus paga già un balzello fino a 230 euro), fanno pagare prezzi altissimi per un matrimonio (700 euro) e ora si vorrebbe introdurre questa ulteriore stangata mettendo in ginocchio il turismo italiano, che quest'anno aveva avuto diversi segnali positivi di crescita». Per Sottani, «bisogna spiegare ai sindaci e al ministro Rutelli che con simili stangate i turisti europei e americani andranno in Spagna, in Slovenia, in Croazia e in tanti altri Paesi che fanno ogni sforzo per privilegiare il turismo».
La tassa di soggiorno colpirà solo gli alberghi
Il presidente nazionale di Federalberghi, Bernabò Bocca, ha espresso durissima opposizione alla tassa di soggiorno prevista nella legge finanziaria. Secondo Bocca, la tassa colpirebbe solo gli alberghi, mentre i turisti sarebbero esenti, e questo sarebbe un errore. Bocca ha anche criticato le modalità di applicazione della tassa, che secondo lui dovrebbero essere simili a quella del City pass americano, che viene pagata su tutto, anche su taxi e negozi. Il direttore di Hello Florence IncomingTour Operator, Giuliano Sottani, ha anche criticato la tassa, affermando che le città hanno già introdotto stangate simili e che la tassa di soggiorno sarebbe un'ulteriore stangata per il turismo italiano.
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