Puglia. Decreto del Governo che affida il teatro al Comune «Banditismo politico, ci rivolgeremo alla Corte europea». Così la famiglia Messeni-Nemagna tramite i suoi legali ha bollato la decisione del Governo di espropriare il Teatro Petruzzelli, a quindici anni esatti dal rogo che lo distrusse, e di affidarlo al Comune di Bari, previa valutazione del Prefetto. E non bisogna essere degli indovini per concludere che l'iter di esproprio non sarà una passeggiata. L'esecutivo guidato da Romano Prodi con questa mossa vuole chiudere definitivamente, con il decreto legge collegato alla Finanziaria, una vicenda che si trascina da tre lustri e che vede contrapposti istituzioni e famiglia proprietaria del teatro barese. Il rogo avvenne il 27 ottobre del 1991 e da allora i lavori di ricostruzione hanno fatto pochi passi avanti: sono stati ricostruiti solo il "foyer" e la cupola oltre alle strutture portanti del teatro, nonostante interventi finanziari a favore per quasi 7 milioni di euro, cui si aggiungeranno 22,8 milioni già stanziati da Regione, Comune e Provincia e gli 8 previsti appositamente dal decreto legge collegato alla Finanziaria. La famiglia, però, grida allo scandalo. «Come possiamo fidarci di uno Stato dice che firma un protocollo d'intesa e poi chiede l'espropriazione?». Nel 2002 Governo e Messeni-Nemagna firmarono un'intesa che sostanzialmente prevedeva l'intera ricostruzione a carico della Pubblica amministrazione (Regione, Comune e Provincia) con un contratto di affitto da 5oomila euro l'anno per 40 anni. L'accordo prevedeva la ricostruzione entro quattro anni del Petruzzelli che sarebbe dovuta avvenire entro il prossimo 22 novembre. Da quel momento alla famiglia sarebbe stato riconosciuto l'affitto. «Incredibile dice l'avvocato dei proprietari Ascanio Amenduni anziché colpire i pubblici amministratori che in quattro anni non hanno fatto niente, si espropria il teatro». Ma quell'accordo non è l'unico. Nel 1896, quando Messeni-Nemagna e Comune decidono di dar vita alla costruzione del Petruzzelli, le parti concordarono che in caso di distruzione o incendio i proprietari si impegnavano a ricostruirlo entro tre anni o a restituirlo al Comune sgombro dalle macerie. La patata bollente è adesso nelle mani del Prefetto, Carlo Schilardi: «Cercherò di fare una valutazione del Teatro nel più breve tempo possibileha detto ieri ma soprattutto mi auguro di avere dai proprietari un atteggiamento collaborativo». Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, da tempo cerca inutilmente il dialogo e da ieri ha il problema di trovare i soldi per acquistare il Teatro perché l'area è già del Comune (si parla di 6-7 milioni di euro) e spera che altre istituzioni possano dargli una mano. Ma, con questi chiari di luna, non sarà un problema di domani.