Ho avuto il piacere di soggiornare alcuni giorni nella meravigliosa Valle d'Itria e precisamente nei pressi del Trullo Sovrano che si trova in agro di Ostuni dove sono state girate alcune scene del film «Piccoli Ladri» attualmente in lavorazione. Luogo incantevole, gente ospitale, generosa, allegra che infonde il piacere della vita con le tavolate di cibi freschi magistralmente cucinati dalle massaie ancora capaci di preparare leccornie con pochi ingredienti: pasta fatta a mano, verdure appena colte, caciotte fatte col latte appena munto e vino della pergola. Un vero ritorno alla natura! Ho voluto aggirarmi un po' intorno al Trullo Sovrano per deliziarmi di profumi e immagini corroboranti quando, come in un film dell'orrore, un'immagine terrificante ha demolito l'euforica delizia in cui mi sentivo avvolto: una piccola discarica di tubi di eternit (il malefico materiale altamente cancerogeno, ultimamente proibito all'uso) nascosta in un piccolo avvallamento fra gli alberi, un mucchio di tubi posizionati a corona, quasi ad esaltare il potere da «monarca» di questa immonda materia, ammiccava, sinistra, dal suo trono! Mi chiedo smarrito: quando felice respiravo a pieni polmoni beandomi dell'aria pura di campagna, finalmente lontano dai miasmi della civiltà cittadina, benedicendo l'arietta fresca che mitigava i 40 gradi circa che ci martellavano durante la lavorazione del film, mi sarà capitato di inalare qualche «filamento» della materia nefanda, l'eternit, appunto, lì illegalmente giacente? Da quel momento sono uscito solo per «girare» le scene del film e poi mi rintanavo nel camper, chiudevo i finestrini... e aspettavo di partire al più presto. Adesso sono lontano, ma so già che ogni piccolo colpo di tosse o doloretto, mi riporterà all'immagine sinistra di quei tubi erti nell'aria profumata e limpida, di quel bel luogo. Distintamente. Lino Banfi alias Pasquale Zagaria Roma Il buon Dio la preservi, caro Lino nazionale, da colpi di tosse o doloretti. Quanto all'eternit, il valore di un territorio è dato anche dal grado di civiltà della sua gente. E se non si capisce il danno che si fa, si perde anche l'occasione del turismo e si rimane sottosviluppati. Né più, né meno.