Michele Roca: articolo del decreto scritto a Bari «Un'iniziativa sbagliata e ingiustificata»: l'on. Nicola Bono, da Roma, interviene sul caso dell'esproprio del Petruzzelli e tuona contro un atto da lui definito «eterodiretto dal territorio». Ex sottosegretario ai Beni Culturali quando il Ministero era affidato ad Urbani, l'esponente di An sottolinea di essere stato «il principale artefice della convenzione sottoscritta tra parti pubbliche e private nel 2002 e me ne onoro». Ma, secondo Bono, «ora siamo in corso d'opera e l'iniziativa dell'esproprio rischia di bloccare anche i nuovi lavori». L'ex sottosegretario ritiene che «i 16 miliardi di vecchie lire furono bloccati, nella prima tranche dei lavori, quando la famiglia riteneva che il procedere nell'appalto senza garanzie per la proprietà fosse rischioso. Ora ci mettiamo in una situazione simile. Il governo e chi lo dirige da Bari sappiano che rischiano di bloccare una situazione già sbloccata». L'ex sottosegretario considera quella dell'esproprio una scelta che ha avuto «l'obiettivo di togliere responsabilità contabile a quanti hanno ritardato la ricostruzione, dato che, secondo l'accordo, se il teatro non fosse stato pronto entro la fine del 2007, come non lo sarà, sarebbe stato erogato il canone di 500mila euro annui alla famiglia». E i soldi pubblici per ricostruire un teatro privato? Per Bono «siamo sempre stati di fronte ad una anomalia dovuta al fatto che il teatro era stato costruito su suolo comunale da privati, ma ora parliamo di un edificio di rilevanza mondiale e tutto ciò è radicato nella coscienza civile. Oggi si fa polemica sul canone, ma chi parla o non ha cognizione o mente». Reazioni anche da parte di An a livello provinciale. Michele Roca, capogruppo, definisce «tutta barese la regia dell'esproprio. L'art.17 del decreto è stato fatto a Roma, ma è stato scritto a Bari. Lo si desume leggendo tutti i cauti e buonisti commenti degli esponenti della sinistra barese, nella strisciante ipocrisia del sindaco Emiliano, del vice presidente della Provincia Sisto, e del leader maximo Dalema», scrive Roca in una nota. E aggiunge: «Ipocrisia manifesta nelle dichiarazioni dello ?sceriffo? Emiliano (per intenderci quello di Nottingham al servizio del principe Giovanni, noto predatore nella favola di Robin Hood) che continua a dichiarare la sua apertura ad una soluzione concordata ?perché l'esproprio, essendo barese, lascia in me un filo di tristezza?, per dire però subito dopo in palese contraddizione ?che non c'erano alternative?. Ipocrisia nel tecnicismo giuridico di Sisto presago, perché ?è anche avvocato?, della inevitabile ulteriore lite giudiziaria che va ad aprirsi, e che individua già nella Corte Costituzionale l'organo della impugnativa prospettandone l'impossibile cammino». E ancora: «Ipocrisia, la più grande, quella del ?barese? (perché così ha inteso contrabbandarsi in periodo elettorale) dell'on. D'Alema che disinvoltamente afferma ?l'esproprio? un regalo per Bari? e, come se del Petruzzelli e sul Petruzzelli in questi 15 anni non ha mai messo mano da esponente di governo e da parlamentare di maggioranza e di opposizione, ingenuamente chiede ?ma come facevamo ad elargire soldi a privati??. Io non c'ero, se c'ero dormivo!».