Progetto di valorizzazione dei tratti laziale e toscano dell'antica strada dei pellegrini. Un libro ricostruisce il viaggio religioso Pellegrini, cercatori di fede. E' sulle tracce degli antichi camminatori che muovevano tra l'undicesimo e il tredicesimo secolo da Canterbury a Roma e da qui a Gerusalemme, che si sviluppa il progetto di valorizzazione della "Via Francigena" promosso da Civita e presentato ieri con la partecipazione del ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli, di Emmanuele Emanuele, presidente della Cassa di Risparmio di Roma, Edoardo Speranza, presidente della Cassa di Risparmio di Firenze, Aureliano Benedetti, presidente della Banca CR Firenze, Giulia Rodano, assessore regionale alla Cultura, monsignor Miglio, Massimo Tedeschi, presidente dell'associazione europea delle Vie Francigene e Renato Stopani, direttore del Centro studi romei di Firenze. La Via Francigena, 938 chilometri che attraversano 150 comuni italiani. Di questi un tratto di strada, mille anni fa percorsa da monaci e templari, cavalieri e crociati, compresa tra Toscana e Lazio dove ancora oggi sorgono tracce e vestigia, ostelli e luoghi di posta che accolsero "palmieri" diretti in Terra Santa e "peregrini" che a Roma arrivavano o da qui ripartivano. Un progetto, anch'esso in itinere che parte da un volume, "Le soste dei pellegrini lungo la via Francigena: Toscana e Lazio" a cura di Renato Stopani. Compendio, trattato, atlante e anche documento. Qui sono catalogati i tesori strettamente legati al territorio: pievi e ostelli, taverne, abbazie e canoniche disseminati lungo questo grand tour altomedioevale tra il passo della Cisa e Sutri, dove ancora oggi sono conservati i segni tangibili del peregrinare di nobili e commercianti, beni materiali e commissioni di opere d'arte. Per il progetto, che ha appassionato anche il presidente del Consiglio Romano Prodi, è stata sottoscritta un'intesa a luglio a palazzo Chigi, con tanto di comitato di coordinamento e gruppo di lavoro tecnico che ha concentrato l'attenzione nelle province di Roma, Viterbo, Siena e Firenze. «La Via Francigena - ha detto il segretario generale di Civita Gianfranco Imperatori -, sul modello del Cammino di Santiago, assume un ruolo emblematico, tanto da essere inserita nel programma di governo». Il modello di Santiago, un milione e mezzo di pellegrini all'anno. Un percorso che tutt'ora viene coperto a piedi «perché camminando - ha rilevato il professor Emanuele - si ha un'opportunità maggiore di meditare, di compiere un pellegrinaggio alla scoperta di se stessi». Tra gli obiettivi che fanno parte del piano, c'è quello di dividere il percorso in sei modalità di percorrenza: «pedonale, in bicicletta, in mountain bike, a cavallo, in treno e in automobile - ha spiegato Massimo Tedeschi - . Gli altri punti riguardano l'uniformità della cartellonistica e la creazione di un sistema di accoglienza "povero", visto che tra le migliaia di persone che stanno già percorrendo la Via Francigena, più della metà è sotto i trent'anni». Ulteriori traguardi, ha invece aggiunto il ministro, sono «la messa in sicurezza del tratto, la creazione di un marchio distintivo e di road-book cartacei e su Gps; l'individuazione dei percorsi e dei livelli di rischio paesaggistico e monumentale, convenzioni con operatori turistici e la carta per usufruire di sconti e agevolazioni». Per chi volesse ripercorrere le orme dei romei può scaricare informazioni dal sito www.viefrancigene.eu.
La Via Francigena, l'arte cammina accanto alla storia
Il progetto "Via Francigena" mira a valorizzare il tratto laziale e toscano dell'antica strada dei pellegrini. Il progetto è stato presentato con la partecipazione di vari esponenti politici e culturali. La Via Francigena è un percorso di 938 chilometri che attraversa 150 comuni italiani, tra cui Toscana e Lazio. Il progetto include la creazione di un volume, "Le soste dei pellegrini lungo la via Francigena: Toscana e Lazio", che cataloga i tesori strettamente legati al territorio, come pievi, ostelli, taverne e abbazie.
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