Dopo la croce anche l'inginocchiatoio E' tornato finalmente al suo posto nella pinacoteca comunale, il prezioso frammento di croce dipinta del Trecento rubato nel 1959 ed ora riconsegnato alla città dopo quasi cinquanta anni dal nucleo tutela patrimonio culturale dell'arma dei carabinieri. La cerimonia ufficiale della riconsegna si è svolta alla presenza del sindaco Massimo Brunini e dell'assessore alla cultura Giorgio Flamini, in una gremita prima sala del museo situato a Palazzo Spada che ora custodisce l'opera, illustrata sapientemente dai due storici dell'arte che più e meglio la hanno studiata: Bruno Toscano e Miklos Boskovits. L'occasione, che ha coinciso con la giornata europea del patrimonio ha consentito di fare anche il punto sul tema del "patrimonio pubblico tra acquisizioni, acquisti e recuperi" con la soprintendente Vittoria Garibaldi e Giovanni Pastore, vice comandante del nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri. Proprio a quest'ultimo è toccato illustrare i modi del ritrovamento della croce portatile del XIVesimo secolo scoperta da Bruno Toscano nel 1955, quando si trovava dimenticata in fondo ad una cassa, e poi studiata dal Boskovits che ricostruì anche il corpus dell'anonimo artista chiamato da allora, convenzionalmente, Maestro del dittico Poldi Pezzoli. «Il recupero è avvenuto grazie alla stretta collaborazione tra studiosi e collezionisti ha tenuto a dire Pastore anche perché di questo oggetto al nostro nucleo, nato nel 1969, non era stata trasmessa la scheda e quindi non risultava tra le opere censite e quindi soggette all'attività di recupero». In compenso, nei dettagliatissimi schedari del nucleo specializzato dei carabinieri risultano attualmente altri beni artistici trafugati in città negli ultimi decenni: da un inginocchiatoio sottratto nel 1974 dalla chiesa di San Filippo Neri a quattro dipinti rubati da un'abitazione privata nel 1999. «L'attività del nucleo specializzato dei carabinieri ha detto quindi Pastore è il più antico a livello internazionale ed anche il più organizzato, tanto che spesso è chiamato ad impostare l'attività di nuclei analoghi che si stanno formando in altri paesi». Un aiuto per la prevenzione è certamente l'opera di catalogazione dei beni culturali che è in corso sia per le opere conservate nei musei che per quelle custodite nelle chiese. «Attualmente, la percentuale di recupero delle opere rubate ha spiegato infine Pastore è circa del trenta per cento». Ma il ritrovamento della preziosa croce portatile tornata in questi giorni a casa riaccende una speranza in più anche per gli altri oggetti d'arte rubati.