L'assemblea dibattito Cgil al castello svevo: Il titolo dell'assemblea organizzata ieri dalla Cgil al castello svevo era «E' possibile un governo dei Beni Culturali? Ripartiamo dalla Puglia». Ma se una risposta c'è, è che dalla Puglia si può partire nel senso di «maglia nera», di record negativo nella crisi generale del settore cultura. Lo hanno dimostrato i tanti dati forniti nei vari interventi, dati che portano tutti il segno meno: tagli alle missioni (meno 30 nelle spese); tagli nei sopralluoghi; tagli all'informatica (meno 54). Tagli su tutto, cui corrispondono invece un mare di sprechi - ha spiegato Libero Grassi (coordinamento nazionale Fp Cgil MiBac) - come quelli del miliardo di euro che fa parte dei residui passivi che il Ministero non riesce a spendere. Insomma, una crisi senza precedenti. Una crisi che accomuna tutti: archeologi precari, funzionari di alto livello, soprintendenti, uscieri, strutture burocratiche di ogni tipo. Il risultato è stato denunciato da tutti: musei in cui manca ognio cosa, patrimoni enormi messi a rischio. Sullo sfondo, la «frantumazione del sistema della responsabilità», di cui hanno parlato gli esponenti Cgil, da Giuseppe Gesmundo a Matteo Scagliarini. La Puglia vanta in questo senso uno dei record negativi più simbolici: tutte le Soprintendenze hanno dirigenti ad interim, tranne la Sooprintendenza archeologica che in ogni caso divide il responsabile con un'altra sede. E ciò vuol dire che la stessa persona si muove da Roma a Bari, da Bari a Potenza, o da Lecce eccetera, tanto che la voce unanime è stata la voglia di «recuperare un ruolo e un senso». Lo stesso direttore regionale Ruggero Martines ha sottolineato il bisogno di nuovi modelli di gestione e l'assessore Domenico Lomelo ha individuato il percorso di «una politica culturale della Regione». Ma la realtà è fatta di concorsi bloccati, di figure professionali cariche di malintesi, di uscite senza un euro disponibile. Delusione dei precari, sottolineata dalla prof. Colafrancesco; delusione degli studenti: «Noi siamo i primi a credere nelle potenzialità di questo settore, ma...», ha detto Maria Francesca Casamassima, che ieri ha iniziato il semestre del corso di laurea in Scienze dei Beni Culturali. Dall'Archivio di Stato c'è chi ha detto «hanno archiviato il nostro futuro», «le Soprintendenze sono polverizzate», ha aggiunto Paola Bozzani, mentre Antonella Morga della Cgil ha puntato l'accento sui diritti dei cittadini «tagliati» insieme ai tagli ai Beni Culturali. Una ridda di lamentele cui ha cercato di dare una risposta il sottosegretario Danielle Gattegno Mazzonis, la quale ha riconosciuto il maggiore interesse dei cittadini al settore Beni Culturali. L'on. Mazzonis ha annunciato maggiore flessibilità nell'utilizzo dei capitoli di spesa, in modo da evitare il mancato utilizzo dei fondi e ha annunciato provvedimenti come la programmazione integrata e tentativi di arginare i problemi delle carenze di personale, anche ricorrendo a sistemi tecnologici come gli «uffici on line» nel settore amministrativo. e. sim.
Puglia nel caos - Soprintendenze e musei qui si polverizza tutto
L'assemblea Cgil al castello svevo ha discusso la crisi dei Beni Culturali. I dati presentati mostrano tagli alle missioni, sopralluoghi e informatica, con un mare di sprechi. La crisi accomuna tutti, dalle archeologi precari ai funzionari di alto livello. La Puglia vanta uno dei record negativi più simbolici: tutte le Soprintendenze hanno dirigenti ad interim, tranne la Sooprintendenza archeologica. I dirigenti regionali e gli assessori hanno chiesto nuovi modelli di gestione e una politica culturale della Regione. I precari, gli studenti e le figure professionali hanno espresso delusione per i tagli e le carenze di personale.
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