Un avveniristico edifìcio dell'architetto americano ospiterà dal 2010 a Parigi, al centro del Bois de Boulogne, la Fondazione Louis Vuitton All'eterno rivale del lusso Francois Pinault, che ha portato la sua fondazione in Italia, al Palazzo Grassi di Venezia, il patron di Lvmh, Bernard Arnault, ha risposto sei mesi dopo ribadendo la centralità della Francia e di Parigi con un progetto spettacolare di Frank O. Gehry al Bois de Boulogne. Sarà la "nuvola" dell'architetto americano una struttura dove al metallo ondulato, marchio di fabbrica di Gehry, si sostituisce il vetro l'edificio che accoglierà la Fondazione Louis Vitton per la Creazione a partire dal 2010. Un investimento da 100 milioni di euro per ospitare la collezione d'arte moderna e contemporanea di Lvmh e di tutti i marchi del gruppo nonché le grandi mostre. Numero uno mondiale del lusso, la società ha ufficializzato ieri il suo salto di qualità nel mecenatismo: «Sono quindici anni che sponsorizziamo mostre, ma le mostre vanno e vengono e sentivamo il bisogno di creare qualcosa di più stabile, permanente», ha spiegato Arnault in conferenza stampa. Accanto a lui, oltre a Gehry, il sindaco di Parigi Bertrand Delanoé e il ministro della Cultura Renaud Donnedieu de Vabres. Delanoé ha promesso che il progetto sarà approvato entro la fine dell'anno e non è una promessa da poco. Furono proprio le difficoltà tecniche, amministrative e ambientali a spazientire Pinault, che avrebbe voluto realizzare la sua fondazione in un'isola sulla Senna, a Boulogne-Billancourt, e che invece scelse di "esportare" la sua collezione privata di oltre 2mila opere in Italia. L'annuncio di Lvmh, e soprattutto il rilancio con un edificio clamoroso, destinato esso stesso a diventare polo d'attrazione, si presta facilmente a riproporre la storica rivalità con la PPR di Pinault, che dal primato nell'industria del lusso a colpi di acquisizioni, si traspone sul piano dell'arte, della cultura e del mecenatismo. È bastata la domanda di un giornalista sul tema per adombrare Arnault, altrimenti soddisfatto e di buon umore, a proprio agio al fianco di Gehry. L'architetto americano ha parlato di «incarico celestiale» da parte di una committenza che è l'epicentro della moda internazionale e che ha la passione dell'arte. L'idea ha raccontato Gehry ha cominciato a prendere forma due anni e mezzo fa, durante una passeggiata nel Jardin d'Acclimatation del Bois de Boulogne assieme ad Arnault. Mi è subito venuto in mente Proust e ho pensato che in quel luogo non ci sarebbe stato spazio per un edificio forte, squadrato, imponente». Assieme al committente è stato dunque raggiunto l'accordo per una struttura «trasparente, indefinita e che cambia sempre a seconda del tempo, della luce». L'area dove sorgerà la "nuvola" confina con un grande parco giochi e c'è l'impegno affinchè i bambini possano avervi un accesso continuo e facilitato. Almeno ieri, i duellanti del lusso sembravano proiettati in una dimensione meno frenetica. Gehry al lavoro a Parigi per Louis Vitton e Tadao Ando all'opera a Palazzo Grassi su committenza di Pinault. Sembravano un po' più lontani gli echi delle battaglie finanziarie per il controllo di Gucci, andata alla fine a PPR, e i tentativi di competere sul mercato internazionale dell'arte acquisendo case d'aste. Arnault ha voluto dare il senso di una grande operazione culturale, che ovviamente avrà un ritorno d'immagine non indifferente per il suo gruppo: «L'obiettivo ha detto è di portare al più ampio pubblico possibile l'arte del XX e del XXI secolo e quella dei grandi maestri del passato. A questo approccio si aggiungeranno altri sforzi, con un centro di ricerca e documentazione».